La crisi di governo si appresta a spostarsi in Parlamento, con la capigruppo del Senato convocata per lunedì 12 agosto che dovrà stabilire quando discutere la mozione di sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte. E proprio il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, intervistato da Fanpage.it spiega cosa succederà e quali sono le intenzioni del suo partito in vista di questo passaggio cruciale per la diciottesima legislatura. Marcucci da una parte annuncia che il Pd presenterà in conferenza dei capigruppo la richiesta di calendarizzare anche la mozione di sfiducia al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, già presentata nelle scorse settimane. E dall’altra spiega che il Pd vuole un governo di transizione fino al voto, proprio per evitare che a gestire questa delicata fase elettorale, aperta con l'ufficializzazione della crisi di governo, sia il ministro dell’Interno e candidato premier della Lega, Matteo Salvini.

Il Pd vuole un governo di transizione

Marcucci risponde a una domanda su cosa deciderà di fare ora il Pd e sull’ipotesi che ora sostenga alleanze alternative anche con l’obiettivo di evitare l’aumento dell’Iva che deriverebbe da una mancata approvazione della legge di Bilancio nei tempi prestabiliti, rischio concreto in caso di elezioni tra fine ottobre e novembre. La risposta di Marcucci è sibillina ma allo stesso tempo chiara: “Per noi il Paese viene sempre prima di tutto”. Un modo per dire che i dem vogliono scongiurare un voto in sessione di bilancio, anche sostenendo un governo di transizione. Una possibilità motivata anche da un altro elemento: “Il prossimo candidato premier non può essere il ministro dell’Interno che ci porta al voto”.

Parlamentarizzare la crisi, secondo Marcucci, era essenziale e inevitabile: “Non l’ha deciso Conte, lo prescrive la Costituzione. In un anno questo governo è andato avanti a forza di strappi. Faccio appello a tutti i gruppi parlamentari: evitiamo che si consumi il più grave. Il prossimo candidato premier non può essere il ministro dell’interno che ci porta al voto”. Per il capogruppo dem al Senato, comunque, è difficile prevedere quando potrà esserci il voto delle politiche: “C’è un percorso istituzionale che va rispettato alla lettera”.

Pd chiede di votare mozione di sfiducia a Salvini

Lunedì in capigruppo la Lega chiederà di accelerare i tempi e andare in Aula, per votare la sfiducia a Conte al più presto. “Salvini – commenta Marcucci – non può dare l’ultima spallata anche ai regolamenti parlamentari. Lunedì il capogruppo della Lega farà la sua proposta esattamente come gli altri colleghi. In una democrazia parlamentare, si deciderà a maggioranza. Salvini forse lo ignora, ma le funzioni di capitano può svolgerle forse soltanto al Papetee”. Per quanto riguarda la linea del Pd, ci si chiede come verrà stabilita e se ci sono incontri previsti con il segretario Nicola Zingaretti: “Sono ore e giornate determinanti. L’azzardo di Salvini ci impone di fare una cosa che non ci è mai riuscita, essere uniti e predisporci a mettere in campo la squadra più forte possibile”.

La novità annunciata da Marcucci è che il Pd durante la capigruppo chiederà di calendarizzare anche la mozione di sfiducia nei confronti di Salvini: “Le ricordo che agli atti da due settimane c’è anche una mozione di sfiducia al ministro Salvini, a mia prima firma”, sottolinea non a caso il capogruppo dem. Che non risparmia critiche anche sulla decisione della Lega di aprire questa crisi a Camere chiuse: “Questo governo di sfascia carrozze raggiunge due record. Con loro a Palazzo Chigi, si chiude la legislatura più breve della Repubblica e l’unica che scoppia a Ferragosto. Non c’è stato un giorno normale durante l’anno bellissimo di Conte”.

Sul comportamento del Pd in Aula, quando si discuterà la mozione di sfiducia a Conte, Marcucci assicura che i dem non si tireranno indietro e non faranno strategia, lasciando magari decidere tutto con uno scontro interno alla maggioranza: “Non pensiamo a giochetti poco comprensibili. Io credo che la posizione assunta alla luce del sole dei senatori Pd sul Tav abbia contribuito a far scoppiare la crisi. Ed il nostro è stato un comportamento coerente e comprensibile”.