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Mancano medici al Pronto soccorso, Schillaci: “Giovani scelgono specialità dove guadagnano di più”

Secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci il problema della carenza di personale nei Pronto soccorso non è dovuto solo alle condizioni economiche: “Le specialità più scelte dai giovani sono quelle in cui è possibile svolgere una libera professione autonoma. Ma chi sceglie di fare il medico non può pensare di avere solo un fine economico”, ha detto.
A cura di Luca Pons
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Il ministro della Salute Orazio Schillaci è intervenuto davanti alla commissione Affari sociali della Camera, per l'indagine conoscitiva sulla situazione dei Pronto soccorso in Italia. Schillaci si è concentrato soprattutto sulla medicina di emergenza-urgenza, e ha sottolineato nel 2022 ci sono stati "più di 17 milioni di accessi in Pronto soccorso", di cui circa il 40% erano "evitabili".

Un sovraffollamento che ha avuto effetti negativi per chi aveva più bisogno. Per i codici bianco e verde, solitamente i tempi di attesa massimi sono stati rispettati, mentre per le situazioni più gravi (codici azzurro, arancione e rosso) ci sono stati più spesso dei ritardi, con situazioni molto diverse da Regione a Regione. Un problema è anche che molti vanno al Pronto soccorso anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Questo richiederebbe di potenziare "su tutto il territorio nazionale la medicina territoriale", anche con "i fondi del Pnrr", per "assumere personale, perché poi ovviamente la medicina territoriale va riempita di professionisti sanitari".

D'altra parte, uno degli aspetti fondamentali è proprio la mancanza di personale. In generale, mancano "4.500 medici e circa 10mila infermieri" a livello nazionale, un problema di cui si parla da anni. Schillaci ha sottolineato che il governo Meloni è già intervenuto per rendere la medicina d'emergenza "più attrattiva" anche dal punto di vista economico e pensionistico. Ma, ha detto, questo non basta.

"La carenza di personale nei Pronto soccorso è un fenomeno che interessa anche altri Paesi, penso anche agli Stati Uniti, dove la paga è più alta". In molte scuole di specializzazione quasi la metà dei posti messi a concorso per il Ps viene lasciata vuota: "Solo la metà delle borse di medicina d'emergenza-urgenza vengono realmente assegnate, dovute alle condizioni di lavoro stressanti e pericolose, sia fisicamente per le aggressioni, sia nel contenzioso medico-legale. E d'altra parte c'è l'impossibilità di svolgere libera professione e la difficoltà nell'aggiornamento professionale". Nel 2021 sono stati assegnati solo 510 contratti di specializzazione nella medicina d'emergenza-urgenza (il 47% del totale), mentre nel 2023 si è scesi a 245 contratti (il 29%).

"Noto con un po' di dolore che se andiamo a vedere le specialità più scelte dai giovani sono quelle nelle quali è possibile svolgere una libera professione autonoma". Ma, ha aggiunto, "chi sceglie di fare il medico non può pensare di avere solo un fine economico". Poi ha chiarito: "Naturalmente chi fa certi lavori deve essere pagato, e pagato bene". Dunque, bisognerà cercare "soluzioni efficaci" per permettere "una specifica valorizzazione degli specializzandi impegnati nei percorsi meno attrattivi".

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