Madia annuncia: “Prepensionamenti per aiutare i giovani”

A cura di D. F.
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Il Ministro della Pubblica Amministrazione annuncia il piano del governo per favorire l’ingresso dei giovani a lavoro. E spiega: “Non è detto che ci saranno dei tavoli con le parti sociali, perché abbiamo tempi molto stretti”.

UPDATE – Dettori (CGIL): “Allibita dal cambio di rotta, dalla ministra nessuna novità”. Rossana Dettori, segretario della Funzione Pubblica CGIL, ha commentato le parole del ministro Madia in merito al confronto con i sindacati. Intervenuta a Effetto Giorno su Radio24, Dettori ha raccontato che “in un incontro che abbiamo già avuto con la ministra mi era sembrato di aver capito che dopo aver incontrato le singole organizzazioni sindacali per conoscerci, avrebbe aperto un tavolo con tutti. Sono allibita. Speravo davvero che ci fosse un cambiamento di verso”. Dettori ha spiegato che c’era la disponibilità a cambiare verso, “ma mi sembra che siamo in perfetta continuità e non ci sia alcuna novità nelle parole della ministra: la mobilità era già prevista, i prepensionamenti erano già previsti, gli esuberi c'erano già. La riforma non si fa contro i lavoratori pubblici; ci era sembrato che la ministra fosse disponibile e mi sembrava opportuno provare a ragionare insieme su come si riforma la PA”. Nello specifico, Dettori ha risposto a Madia in questi termini: “Non siamo disponibili, ma di più, a ragionare su come riorganizzare i servizi pubblici per dare risposte ai cittadini. Solo facendo questo possiamo dire se funzionano quelle dotazioni organiche oppure no. Sul far entrare i giovani si sfonda una porta aperta, però non si possono contrapporre lavoratori anziani a lavoratori giovani, perché davvero si corre il rischio di innescare una dinamica di conflitto tra generazioni. Prepensionamenti come? Chi li paga? Con quali costi e con quali penalizzazioni? Penso che dovremmo ragionare anche di questo”.

A chi le chiedeva maggiori dettagli su un confronto con le categorie del pubblico impiego sulla riforma dello Stato, il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha risposto: "Non è detto che ci saranno dei tavoli, perché abbiamo tempi molto stretti". L'affermazione è destinata a innescare polemiche dopo che, appena qualche giorno fa, Renzi aveva ironizzato sulle critiche di CGIL e Confindustria, definendo i Susanna Camusso e Giorgio Squinzi la "strana coppia". Oggi la Madia ha ribadito quella che sembra essere l'intenzione del governo: tirare dritto per la propria strada e portare a termine la riforma della pèubblica amministrazione, senza le "interferenze" delle parti sociali. Era stato già Renzi a dettare la linea domenica: "Noi non molliamo, anche se loro si arrabbiano".

Il governo Renzi quindi si accinge a procedere in modo diverso dal passato. Il premier potrebbe non vedere le parti sociali perché l'obiettivo, come ha spiegato Madia, è che tutto avvenga "nel modo più rapido ed efficiente possibile". "Abbiamo chiesto ai sindacati proposte oltre il piano Cottarelli", ha aggiunto. Sembra di capire, comunque, che l'esecutivo procederà anche senza il consenso di sindacati e altre associazioni di categoria. Sul fronte esuberi Madia spiega che se si parla di 85 mila esuberi nella P.A. si utilizza "un numero e una terminologia assolutamente sbagliati e distorti anche rispetto al piano Cottarelli". "L’idea – spiega -sarà quella di provare ad avere uscite, anche con prepensionamenti ma ciò per aiutare i giovani ad entrare nella P.A.". La speranza del ministro è che i sindacati "possano aiutare il governo a trovare risorse per la P.A., in particolare a me sta a cuore mettere risorse sull’entrata di nuove energie, di ragazzi e ragazze che da troppo tempo non riescono ad entrate in modo sano nella Pubblica Amministrazione".

Per quanto riguarda l'annuncio degli 80 euro in busta paga il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha spiegato che non ci sarà nessun bonus, bensì un intervento riguardante l'Irpef. Intervistato da Radio Capital, Poletti ha spiegato che "la scelta per l’aumento di 80 euro in busta paga resta quella annunciata da Renzi, ovvero un intervento sull’Irpef e sulle detrazioni da lavoro dipendente. Le ipotesi che circolano sono ricostruzioni dei giornali sulla possibilità di dare risposta ai problemi di equità che esistono, nel senso che un intervento diretto nelle buste paga consentirebbe di dedicarsi esattamente a quello “stock” di persone ipotizzato. Ma al momento nel governo non c’è una discussione diversa rispetto ai primi annunci di Renzi".

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