12 Dicembre 2019
12:30

M5s, Team del Futuro al voto su Rousseau: nel direttivo Toninelli e Taverna, manca Trenta

A partire dalle ore 10:00 di oggi giovedì 12 dicembre, fino alle ore 15:00 di sabato 14 dicembre, tutti gli iscritti del M5s abilitati al voto sono chiamati a votare sulla piattaforma Rousseau per decidere i componenti del Team del Futuro, e a confermare o meno i nominativi dei facilitatori nazionali delle 6 aree organizzative scelti da Di Maio,
A cura di Annalisa Cangemi

La riorganizzazione del Movimento prende forma. Gli iscritti M5s possono votare da questa mattina e fino a sabato su Rousseau, per decidere i componenti del Team del Futuro e confermare o meno i nominativi dei facilitatori nazionali delle 6 aree organizzative proposti dal capo politico Luigi Di Maio.

Sono 12 le aree tematiche che saranno rappresentate da una apposita squadra che farà parte del cosiddetto Team: di queste, tuttavia, 5 squadre sono state direttamente promosse senza passare al vaglio della rete, in quanto il progetto e i componenti hanno rispettato tutti quanti i requisiti richiesti per farne parte. Per le altre 7 aree tematiche, invece, è previsto il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau: per ogni area tematica vincerà un solo progetto che avrà ottenuto più voti.

Funziona così: i "facilitatori tematici" che propongono i progetti vincitori e i loro team entreranno a far parte del Team del Futuro che il capo politico Luigi Di Maio presenterà al pubblico questa domenica a Roma. Invece per quanto riguarda i ‘facilitatori nazionali', sono scelti direttamente dal leader pentastellato: sono stati proposti Barbara Floridia (formazione e personale), Emilio Carelli (comunicazione), Paola Taverna (attivismo locale), Danilo Toninelli (campagne elettorali), Ignazio Corrao (supporto agli Enti locali amministrati dal Movimento 5 Stelle) e Enrica Sabatini (coordinamento e affari interni attribuito). I 6 prescelti dovranno passare dal voto online degli iscritti alla piattaforma online, ma solo per una "ratifica" che riguarda però l'intera squadra.

"Ogni iscritto può esprimere una preferenza unica (Sì/No) per confermare o meno l'intera rosa dei nomi proposta dal capo politico" spiega infatti il blog delle Stelle. Quanto alle 7 aree su cui gli iscritti dovranno scegliere progetti sono: ‘Economia', ‘Giustizia e Affari istituzionali', ‘Imprese', ‘Lavoro e Famiglia', ‘Sanità', ‘Istruzione, ricerca e cultura', ‘Trasporti e Infrastrutture'.

Team del futuro, esclusa l'ex ministra Trenta

A quanto si apprende dal Blog delle Stelle non c'è Elisabetta Trenta, ex ministra della Difesa del governo Conte I, nel Team del futuro di M5s al voto sulla piattaforma. Lo stesso sito spiega, infatti, che per alcune aree tematiche (5) è pervenuto un solo progetto corrispondente ai requisiti richiesti dal regolamento. Fra queste c'è appunto il settore Difesa e Sicurezza. In questi casi, dunque i proponenti entrano a far parte "automaticamente" del Team del Futuro. A passare è stato il progetto che si chiama ‘Una rete per la Sicurezza e la Difesa'. Il team che lo ha messo a punto è quello di Luca Frusone (facilitatore); Emanuela Corda; Luigi Piccirillo; Marcello La Rosa; Aniello Prisco; Andrea Grigoletto; Antonio Teti; Umberto Saccone; Vincenzo Siani.

La spaccatura nel M5s sul voto, protesta Castaldo

La votazione di oggi su Rousseau produce però un’altra spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle, con la protesta di alcuni esponenti pentastellati. A partire da Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, che dice no “alle liste bloccate”, definendola una “scelta d’ampia incoerenza”. In un post su Facebook, Castaldo contesta la decisione di votare i sei facilitatori in blocco: un problema “non di merito ma di metodo”. “Credo non sia affatto corretto presentare un listino bloccato e dare la possibilità di votare solamente Sì o No all’intera lista: si sarebbe dovuto dare a tutti noi la possibilità di votare individualmente ogni componente di quella squadra”, sottolinea nel suo post su Facebook. Il vicepresidente del Parlamento europeo conclude parlando di una “scelta ampiamente incoerente, ma anche limitante: che senso avrebbe mettere sullo stesso piano meriti, qualità e competenze di persone differenti su argomenti differenti?”.

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