Il M5s replica all'associazione di Davide Casaleggio, rivolgendosi agli iscritti e agli eletti del Movimento: "L'associazione Rousseau ha mostrato evidente contrarietà a questo progetto politico, tanto da provare a frapporre ostacoli, impedendo agli iscritti di votare e, quindi, di partecipare a questo ampio confronto democratico, impedendo tra l'altro anche la votazione per la destinazione dei 7 milioni frutto delle restituzioni dei portavoce". È quanto si legge in un post su Facebook, pubblicato dai pentastellati, mentre è in corso la riunione congiunta dei gruppi. "Anche il solo tentativo di rallentare questo processo, costituisce una grave e inaccettabile ingerenza nell'attività e nella vita associativa di una forza politica che ha assunto una grande responsabilità di fronte al Paese", scrivono.

La piattaforma Rousseau oggi ha ribadito di non voler cedere i dati degli iscritti, come richiesto espressamente dall'ex presidente del Consiglio Conte. Secondo l'associazione di Casaleggio per legge non è possibile comunicare gli elenchi di iscritti "a persone diverse dal legittimo rappresentante legale o addirittura, come richiesto, a persone neanche iscritte al Movimento", perché se comunicasse i dati "ad un soggetto terzo", violerebbe il "Codice Privacy che prevede fino alla pena della reclusione per comunicazione e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala". Per questo non intende comunicare la lista ad una neo forza politica "che abbia una diversa associazione con un diverso Statuto e un diverso simbolo". 

"I tentativi conciliativi sono stati numerosi, ma non hanno avuto esito positivo – ribattono dal M5s – Siamo arrivati persino a proporre all'Associazione Rousseau di potere effettuare un'ultima votazione, pagando un corrispettivo specifico, nonostante la piattaforma sia stata costruita con i versamenti degli eletti del Movimento e con lo scopo statutario di servire alle necessità del Movimento".
"Il Movimento 5 Stelle finora si è sempre avvalso della piattaforma Rousseau, ma le dichiarazioni pubblicate sul ‘Blogdellestelle', il manifesto ‘Controvento', e altre iniziative, compresa quella di oggi, evidenziano da parte dell'associazione Rousseau la volontà di condizionare le scelte politiche. Ingerenze sempre respinte, ma che hanno fatto venir meno quel principio di neutralità e garanzia di terzietà che lo strumento dovrebbe possedere", hanno aggiunto.

"Spetta agli iscritti decidere se abbracciare il nuovo percorso che prevede un profondo rinnovamento del Movimento, con l'adozione di una Carta dei principi e dei valori e di un profondo rinnovamento dello Statuto, oppure proseguire nell'attuale configurazione che contempla l'elezione di un comitato direttivo come da modifiche statutarie approvate lo scorso febbraio. Tutto questo è indipendente dalla questione legata alla rappresentanza legale, sulla quale la Corte di Appello di Cagliari si è espressa chiaramente ribadendo che la decisione del giudice di primo grado è circoscritta e strumentale a quel procedimento giudiziario e con esso si esaurisce", si legge ancora.

"Tra l'altro il Movimento 5 Stelle, oltre al rappresentante legale (ex capo politico) è dotato di organi pienamente legittimati tra i quali il Presidente del Comitato di Garanzia che può convocare, in virtù del suo ruolo, l'assemblea degli iscritti per esprimersi su proposte di deliberazione, e tutti gli atti compiuti e da compiersi sono pertanto pienamente validi ed efficaci. Stiamo lavorando per consentire agli iscritti di pronunciarsi il più presto possibile", si legge ancora.

"Il nuovo progetto politico è pronto per essere sottoposto al vaglio degli iscritti, che rimangono gli unici sovrani della vita futura del Movimento. Siamo pronti a convocare gli iscritti per invitarli a esprimersi su questo nuovo progetto politico". Nel post il M5S annuncia il ricorso "ad una società di servizi, al fine di mettere a disposizione una nuova piattaforma di e-voting, a seguito di una attenta indagine di mercato".

"La parola agli iscritti, dunque. Spetta a loro decidere se abbracciare il nuovo percorso", si legge. "I tentativi di conciliazione ci sono stati", avrebbe ribadito ai parlamentari il capo politico pro tempore Vito Crimi, ma "abbiamo avuto ogni contrarietà a qualunque tipo di attività da un anno a questa parte".

"L'ultimo tentativo – ha spiegato ancora Crimi – è stato fatto il 28 aprile", ma c'è stata una ingerenza "grave" nella vita politica del Movimento. "Dovremo partire con una grande campagna di iscrizioni sul 2021, per la quale potremo contare sulla forza della presenza e sul contributo di Giuseppe Conte. Una campagna – ha spiegato il capo politico pro tempore – grazie alla quale potremo coinvolgere tante nuove persone che possono e dare il via a una ondata di partecipazione che non può che fare bene al Movimento".