14 Giugno 2013
15:21

Luigi Manconi, il senatore diventato cieco: “Non so che faccia abbia Obama”

Da sette anni non ci vede più e non ne ha mai parlato. Il senatore del Pd e fresco presidente della Commissione per i Diritti Umani, non si è mai abbattuto: “Non so che faccia abbia Obama, ma provo a ridere del mio handicap” spiega in un’intervista a Repubblica.
A cura di Biagio Chiariello

Luigi Manconi, 65 anni, sociologo e docente universitario a Milano, marito di Bianca Berlinguer, è un senatore del Partito Democratico ed presidente della commissione per i Diritti Umani del Parlamento. Dal 2006 è ipovedente. Stamane Repubblica pubblica una sua intervista nella quale descrive il suo handicap e prova in qualche modo a sdrammatizzare: “Io non so che faccia abbia Obama. Nel 2008, quando venne eletto, non ero già più in grado di memorizzarne il volto. Direi che ha una testa ovaloide. È così?” Già dal 2005 al senatore era stato diagnosticato un glaucoma, "ma non immaginavo un peggioramento tanto rapido“. Poi sette anni fa, il punto di ritorno, che lo ha privato del senso più importante, la vista:

Novembre 2007, credo. Ero sottosegretario alla Giustizia e alla Camera dovevo dare il parere del governo su emendamenti e mozioni. Da un po' mi ero accorto che la situazione del mio visus si stava aggravando, così avvisai il presidente di turno, Giorgia Meloni, che avrei potuto avere delle difficoltà. Cominciai, ma da lì a poco mi accorsi di non riuscire a leggere neanche mezza riga. Mi venne in soccorso un funzionario, suggerendomi le parole, ma io faticavo a ripeterle. L'opposizione prese a rumoreggiare. Quando la protesta si fece più vivace, mi rivolsi all'aula: "Per un problema di salute non sono più in grado di proseguire". Da quel momento non sono stato più capace di leggere un testo, né gli appunti per i miei interventi, che curavo maniacalmente. Decifro a malapena qualche riga, scritta a mano in grandi caratteri".

Manconi ha preferito non parlare subito del suo problema, forse per pudore o per volontà di rimozione. Resta il fatto che, anche se la definizione clinica è “ipovedente”, per la Asl è un “cieco civile”, con un “residuo visivo non superiore a un ventesimo” all’occhio sinistro e zero al destro. La sua vita è inesorabilmente cambiata da quel giorno di novembre di 6 anni fa:

"Giro con un fascio di contanti come un camorrista perché non posso usare il bancomat. Io che sono titolare di una moltitudine di cravatte, e che me ne regalai una di Bardelli il giorno del mio ventesimo compleanno, facendo una follia, appena espulso dalla Cattolica di Milano e senza una lira, adesso corro rischi terribili con gli abbinamenti. Mi aiuta spesso mia figlia Giulia, ma prima era una scelta gelosamente mia".

Una situazione non semplice quella che vive ogni giorno Manconi. Lui però l'ha affronta con grazia e filosofia. "Come fa?" si chiede Verdelli su Repubblica:

La Chiesa parla di grazia di stato, un qualcosa che ti offre risorse impensabili per affrontare circostanze particolarmente dolorose o comunque gravose. L’ho sperimentata su di me e, per esempio, sui familiari di vittime di ingiustizie atroci.Ilaria Cucchi ha avuto il bene di questa grazia, nonostante tutto.

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