Luigi Di Maio ha dichiarato che non tornerà a guidare il Movimento Cinque Stelle. L'attuale ministro degli Esteri ha fatto sapere che dopo il periodo di reggenza di Crimi non tornerà a ricoprire il suo vecchio ruolo di capo politico, ruolo che ha lasciato lo scorso 22 gennaio. Quel giorno il pentastellato annunciò la sua decisione di lasciare la guida del Movimento Cinque Stelle, almeno fino agli Stati generali del Movimento, che si sarebbero dovuti svolgere a marzo, ma che per via della pandemia furono poi rimandati.

"Io non sto pensando di tornare a essere capo politico, anzi vorrei vedere questo movimento che si responsabilizza, che individua persone in una leadership che siano in grado di portarlo avanti", ha dichiarato nel corso di un'intervista al programma ‘Non stop News' su Rtl.102.5. "È arrivato il momento di eleggere una leadership forte perché i movimenti come i partiti hanno bisogno di guide che non devono per forza essere singole, anche plurali, però che diano bene la strada che deve seguire", ha aggiunto Di Maio ricordando che "quando mi sono dimesso a gennaio del 2020 ho detto che era importante una leadership plurale. Quando c'è uno solo che guida alla fine si deresponsabilizzano tutti".

"Il Movimento 5 stelle è la forza politica Di maggioranza relativa che sostiene il governo della settima potenza mondiale: non ci possiamo permettere defailance o Di temporeggiare, il Movimento si deve strutturare", ha proseguito Di Maio. "La leadership non è un uomo o una donna sola al comando: vorrei vedere un Movimento che si responsabilizza, quando c'è uno solo alla guida finisce che tutti gli altri si deresponsabilizzano", ha affermato l'ex capo politico M5s. "Crimi ha fatto l'impossibile ma purtroppo è solo reggente, non è stato eletto. Forse è arrivato il momento di eleggere una leadership forte: i partiti hanno bisogno di guide, anche plurali", ha concluso l'ex vicepremier.