L’Ue vede il bluff del governo e dice che l’Italia può mettere da sola la tassa sugli extraprofitti
La Commissione europea ha deciso di rispondere alla richiesta di sei Stati membri, tra cui l'Italia, di introdurre una tassa europea sugli extraprofitti delle compagni petrolifere. L'Ue non intendere adottare misure del genere perché la tassazione degli extraprofitti è una materia di competenza dei singoli Paesi. Di conseguenza, l'Italia può benissimo agire autonomamente e adottare un tassa nazionale.
Nelle ultime ore, il dibattito sulla tassazione degli enormi profitti guadagnati dalle società energetiche a causa dei rialzi dei prezzi dei carburanti si è riaperto. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto al governo Meloni di intervenire subito. Con il taglio delle accise in scadenza e le risorse che scarseggiano, la leader dem ha avanzato la proposta di tassare le grandi società petrolifere per finanziare sussidi a imprese e famiglie.
Una proposta che l'Italia ha sottoscritto a livello europeo assieme ad altri cinque Paesi: Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna. Nella lettera inviata all'Ue si chiedeva di creare un meccanismo europeo comune, ovvero una tassa europea nei confronti delle grandi multinazionali del settore energetico.
Un tentativo di buttare la palla in tribuna e scaricare le responsabilità sull'Europa che Bruxelles sembra aver colto. La replica arrivata oggi tramite la portavoce della Commissione è chiara: l'Italia, così come gli altri Stati membri, possono metterla da sola una tassa sugli extraprofitti.
Insomma, l'Ue non intende stare al bluff del governo. Questa materia infatti, è "di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale", ha spiegato la portavoce. Gli Stati membri hanno tutti gli strumenti per farlo. "Possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile", ha ricordato.
Rispetto all'ipotesi che gli Stati Ue agiscano sulla base della legislazione nazionale a tassare gli extraprofitti, "tali misure, naturalmente, devono essere conformi al diritto europeo", ha segnalato. "La Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri e fornirà assistenza e buone prassi sulle misure nazionali, nonché valuterà il loro impatto sul mercato unico", ha aggiunto.
Intanto, prosegue il pressing delle opposizioni. Elly Schlein rincara la dose: "La Commissione europea oggi ha confermato che gli Stati membri possono tassare gli extraprofitti delle società energetiche avvalendosi dei propri poteri fiscali nazionali, richiamando anche una propria comunicazione dell'aprile scorso. Meloni e Giorgetti non hanno alibi. Si diano una mossa e agiscano. La crisi energetica colpisce duramente le famiglie e le imprese. Le misure tampone e le proroghe a tempo non bastano più. Abbiamo bisogno di misure di sostegno robuste, che aiutino in particolare i più esposti e fragili".
La proposta è condivisa anche dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi-Sinistra. "Mentre famiglie e lavoratori pagano benzina, bollette e costo della vita, c'è chi continua a macinare profitti enormi", ha dichiarato la deputata pentastellata Chiara Appendino. "E il Governo cosa fa? Protegge quei profitti e scarica il conto sugli italiani. Poi, quando chiediamo di intervenire, improvvisamente compare Bruxelles: "serve l'Europa", "bisogna aspettare", "non possiamo farlo da soli". E qui cade la maschera. Sovranisti quando c'è da fare propaganda, europeisti quando c'è da tassare gli extraprofitti. Eppure la scelta politica è semplicissima: prendere una parte dei guadagni straordinari accumulati da chi ha beneficiato della crisi energetica e usarla per abbassare strutturalmente le accise e alleggerire il pieno degli italiani".
Anche Angelo Bonelli è andato all'attacco dell'esecutivo. "In quattro anni il governo Meloni ha speso 38 miliardi di euro per contenere il costo dell’energia, sottraendo risorse alla sanità pubblica, alla scuola e al trasporto pubblico. Con quale risultato? Oggi l'energia in Italia continua a essere tra le più care d’Europa, mentre le società energetiche hanno realizzato oltre 80 miliardi di euro di profitti. La proposta di Avs è semplice e chiara: tassare gli extraprofitti delle società energetiche è un atto di giustizia sociale, indispensabile per ridurre le bollette di famiglie e imprese e accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili", ha concluso.