Lucia Annibali, l'avvocatessa che nel 2013 era rimasta vittima di un attacco con l'acido da parte del suo ex compagno, ha lasciato il Pd per aderire al nuovo partito Italia Viva di Matteo Renzi. La deputata era stata eletta alle elezioni politiche del 2018 con il Partito Democratico. Già nel 2017 però, Annibali aveva dimostrato la sua vicinanza all'area renziana del partito divenendo consigliera per la lotta alla violenza di genere dell'ex ministra Maria Elena Boschi. Non sorprende quindi il passaggio a Italia Viva della deputata, già anticipata negli scorsi giorni, che ha sostenuto la "naturalità" della decisione: "Non ho niente da recriminare nei confronti del partito, dove non vantavo una lunga militanza. Mi è stato chiesto di aderire a questo nuovo progetto e ho detto sì, con serenità e convinzione, sapendo che la mole di lavoro sarebbe aumentata, visto che per adesso siamo un gruppo piccolo. Italia Viva è un progetto che valeva la pena costruire e seguire, è una sorta di evoluzione: punta a un modo diverso di fare politica, mettendo le persone in grado di valorizzare le proprie competenze".

La decisione di Annibali raccontata in un'intervista

La scelta di Lucia Annibali è stata raccontata in un'intervista al magazine online "Lettera Donna", in cui ha parlato anche del suo rapporto con Matteo Renzi, che ha definito un leader capace di trasmettere energia: "Gli sono grata per la fiducia che mi ha dato – ha spiegato -. Credo che sia importante avere una voce che pensa alle donne". L'elemento del femminismo quindi, rivendicato da Italia Viva fin dalla sua nascita, sembra essere stato un elemento importante nella scelta della deputata che durante l'intervista ha anche dichiarato su cosa un partito femminista dovrebbe lavorare: "Sto riflettendo molto sulla violenza economica, poco esplorata ma diffusa, che dice tanto sulla situazione delle donne all’interno di società e nucleo famigliare. Occorre creare strumenti per l’autonomia e l’autodeterminazione della donna, questo è un impegno che voglio assumermi. Si parla tanto di violenza fisica o psicologica, ma in Italia c’è un retaggio culturale che impedisce alle donne di essere libere economicamente".

La scelta femminista della deputata passata a Italia Viva

A chi le chiede perché non sia andata con Possibile, un partito già dichiaratamente femminista, la deputata risponde che "era un altro momento" e che comunque "la questione femminile è talmente complessa che non si può racchiudere in una sola parola o in un partito. Dobbiamo favorire e valorizzare il contributo delle donne, così come le loro proposte. Devono diventare un punto di forza della società, certo non quello debole".