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Covid 19
27 Dicembre 2021
12:46

Lockdown per i non vaccinati: ecco come potrebbe funzionare

Diversi esperti propongono un lockdown solo per i non vaccinati, sul modello della Germania, come strategia per rallentare la corsa della variante Omicron.
A cura di Annalisa Cangemi
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Secondo le previsioni degli scienziati a gennaio si potrebbero toccare i 100mila contagi al giorno. Ieri l'ultimo bollettino Covid ha segnalato 24.883 casi positivi in 24 ore e 81 morti. Ma secondo il consulente del ministro Speranza, Walter Ricciardi, potrebbero essere molti di più tra meno di un mese: "L’impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato. A gennaio andremo oltre i 100mila contagi al giorno. Non credo tornerà il lockdown totale però: le Regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i No vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro", ha detto oggi in un'intervista a ‘Il Messaggero'.

Il governo pensa insomma a varare nuove misure selettive per chi non è ancora immunizzato, in modo da ridurre la pressione sugli ospedali: secondo un report Iss che analizzava i numeri dei ricoveri in terapia intensiva tra i contagiati sopra gli 80 anni, è emerso che il rischio tra i non vaccinati è 45 volte superiore rispetto a chi si è sottoposto alle tre dosi di vaccino.

L'idea del lockdown selettivo sarebbe quella di permettere ai non vaccinati di uscire per recarsi al lavoro, impedendo loro temporaneamente di accedere agli altri luoghi della vita sociale. Secondo un deputato M5s, Aldo Penna, l'alternativa al lockdown per non vaccinati alla tedesca sarebbe l'estensione generalizzata dell'obbligo vaccinale per tutti i lavoratori, che fino ad ora non è stato preso in considerazione dal governo: "Nei momenti di emergenza occorrono misure adeguate e l'Italia deve adottare tutte quelle possibili, non possiamo permetterci di fare passi indietro", ha sottolineato il deputato pentastellato.

Il sistema attualmente in vigore prevede già delle limitazioni per chi non è vaccinato, e quindi non possiede il Super Green Pass, che secondo l'ultimo decreto è già necessario per esempio per le consumazioni al tavolo al chiuso nei ristoranti, per cinema, teatri, stadi, eventi sportivi, cerimonie pubbliche. Al momento tutta Italia si trova in zona bianca o gialla, e non ci sono ancora Regioni rosse o arancioni (a eccezione di alcuni Comuni che sono già arancioni). Ma nelle prossime settimane la situazione potrebbe peggiorare e l'orientamento che è emerso nelle ultime ore è quello di valutare eventuali blocchi e chiusure solo per chi non è protetto dal Covid.

Il virologo Frabrizio Pregliasco, dell'Università Statale di Milano, propone un lockdown per i non vaccinati, come strategia per rallentare la corsa di Omicron: "Le democrazie occidentali hanno abdicato alla possibilità dell'eradicazione del virus. Pensiamo a quello che avviene in Cina, dove per un centinaio di casi chiudono una città di dieci milioni di abitanti: da noi non si può fare. Oggi con Omicron, però, il tentativo deve essere di mitigare la diffusione del virus e spalmare l'aumento dei casi nel tempo, evitando che gli ospedali vadano in tilt. A questo punto per quel 10% di italiani che non si sono ancora vaccinati oggi c'è un rischio davvero alto di contagi, quindi si potrebbe prendere in considerazione un lockdown, solo per loro, magari limitato a 15 giorni. In Germania ha funzionato molto bene e oggi gli ospedali respirano", ha detto all'Adnkronos Salute il professore.

È dello stesso avviso anche Roberto Battiston, astrofisico, coordinatore dell'Osservatorio epidemiologico dell'università di Trento. In una intervista a La Stampa propone di seguire la strategia della Germania "dove hanno disposto un lockdown per i non vaccinati e, capo a un mese, hanno sensibilmente ridotto il numero di casi gravi e di decessi. Replicare uno schema simile da noi vorrebbe dire proteggere una frazione di meno del 10% dei cittadini, senza penalizzare il restante 90%: così li mettiamo al riparo dall'infezione, con possibili esiti gravi, ed evitiamo di mandare in crisi il sistema sanitario".

Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), ha detto che il lockdown per i non vaccinati "ha dimostrato di funzionare. Vediamo cosa è accaduto in Germania dove la curva dei casi è scesa. È quindi una strategia che aiuterebbe dal punto di vista epidemiologico, perché le persone non vaccinate sono quelle più a rischio oggi di infettarsi e contagiare gli altri. Rimane comunque una scelta della politica, perché comporta delle valutazioni sull'impatto nella società". 

Verso nuove regole quarantena?

Secondo Pregliasco andrebbero riviste anche le norme sulle quarantena, che in questo momento obbliga chi è contratto stretto a un isolamento di almeno una settimana, se vaccinato: "È chiaro che in questa fase e con questa diffusività di Omicron dobbiamo considerare delle variazioni sulle modalità con cui interveniamo, altrimenti si va comunque verso un lockdown generalizzato vedendo quante persone oggi vaccinate, ma con figli giovani, sono costrette a casa in quarantena per contatti con positivi. Le indicazioni precedenti andavano bene con una contagiosità diversa, ora dobbiamo pensare a modalità differenti".

Sul sito del ministero si precisa infatti che la quarantena (7 giorni per i non vaccinati, 10 per gli altri) è obbligatoria per chi vive nella stessa casa di un caso Covid, per chi ha avuto un contatto fisico diretto con un positivo, per chi ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti, per chi si è trovato in un ambiente chiuso con un positivo in assenza di mascherina, per chi ha viaggiato in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid. Solo il personale sanitario, se convive con positivi ma non ha sintomi, al momento può evitare la quarantena.

Anche Battiston ha sollevato la questione: "Ci troviamo di fronte a un problema che ci ha colti di sorpresa: come gestire la rapidissima diffusione di Omicron senza chiudere tutto. Il rischio è che, applicando alla nuova variante le norme sulla quarantena e gli isolamenti fiduciari pensate in un’altra fase della pandemia, ci si ritrovi in un lockdown generalizzato di fatto, ma non deciso per decreto come quelli del 2020 e non calibrato sulla tenuta del sistema economico". 

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