video suggerito
video suggerito
Pensioni

L’Italia è il Paese Ue dove si lavora meno prima di andare in pensione: il confronto con gli altri

La vita lavorativa media degli italiani è di solo 32,8 anni, quasi la più corta nell’Unione europea. Allo stesso tempo l’Italia è al primo posto per età media e al secondo per speranza di vita. Insomma, ci sono molti anziani, ma si lavora per pochi anni, soprattutto perché l’occupazione è bassissima tra i giovani. Il sistema pensionistico, così, è a rischio.
A cura di Luca Pons
82 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

La vita lavorativa media degli italiani è la seconda più corta in tutta l'Unione europea, quasi alla pari con l'ultimo posto. Lo ha rilevato Eurostat, relativamente al 2024. In Italia in media si lavora per 32,8 anni prima di andare in pensione (l'ultimo gradino della classifica è occupato dalla Romania con 32,7 anni). La media europea è di 37,2 anni. Il motivo è che i giovani incontrano molti ostacoli a entrare nel mondo del lavoro. Questo, unito al fatto che la popolazione è sempre più anziana, rischia di mettere in seria difficoltà il sistema pensionistico nei prossimi anni. A rilevarlo è stato uno studio condotto dalla Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna).

La vita lavorativa, dunque, è di poco meno di 33 anni. Nei 27 Paesi dell'Ue si lavora circa 37 anni, Spagna e Francia sono vicini alla media mentre in Germania si toccano i 40 anni di carriera; ai primi posti ci sono Danimarca (42,5 anni), Svezia (43) e Paesi Bassi (43,8 anni). Esattamente undici anni in più, in media, rispetto agli italiani.

Di per sé, non è un problema che la vita lavorativa sia breve. Ma in Italia ci sono anche moltissimi pensionati, che nei prossimi anni aumenteranno ancora: l'età media nel Paese è di 48,7 anni (nettamente la più alta in tutta Europa) e il 39,8% della popolazione è over 55. Se chi lavora lo fa per ‘pochi' anni, non versa contributi a sufficienza per pagare tutte queste pensioni. E così il sistema non si regge in piedi.

Non solo l'Italia è già lo Stato con la spesa pensionistica più alta in assoluto in proporzione al Pil (il 15,5%), ma la sua popolazione ha anche un'aspettativa di vita parecchio lunga. Gli italiani arrivano in media a 83,5 anni, superati solo dalla Spagna con 84 anni. Anche qui, si parla ovviamente di un dato positivo, ma che nel contesto delle pensioni contribuisce a complicare le cose.

Insomma, ci sono pochi giovani, nascono pochi bambini (il numero medio di figli per donna è 1,21 contro la media europea di 1,38) e i pensionati tendono a vivere parecchio a lungo. In questa situazione, sempre dal punto di vista del sistema pensionistico, servirebbe almeno una buona occupazione giovanile per compensare le cose. Ma si sa che non è così. La vita lavorativa è breve in Italia non perché si vada in pensione presto, ma soprattutto perché i giovani faticano a entrare nel mondo del lavoro, senza contare che molti quando ce la fanno devono fare i conti con carriere discontinue. Così che, nonostante le buone condizioni di vita offerte altrimenti dall'Italia (basta guardare alla speranza di vita), molti scelgono di andare all'estero.

Nella fascia tra i 15 e i 24 anni, sempre secondo i dati Eurostat, l'occupazione italiana è al 19%. Un dato estremamente basso se paragonato alla Germania (51,2%), ma anche alla media Ue (34,9%). L'aumento dell'occupazione rivendicato dal governo Meloni negli ultimi anni c'è stato, ma soprattutto per i più anziani: tra gli under 30 le cose sono cambiate poco. In Italia gli under 25 occupano solo il 4,7% dei posti di lavoro disponibili: un dato che non è ancora tornato ai livelli pre-crisi economica, dato che nel 2005 era al 6,1%. In Germania è al 10,1%, in Francia al 9,1%, in Spagna al 6%. La difficoltà più grande sembra essere quella di un vero ricambio generazionale, ma se non si riesce ad affrontarla per il sistema pensionistico saranno guai.

82 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views
Immagine

Iscriviti a Evening Review.
Ricevi l'approfondimento sulle news più rilevanti del giorno

Proseguendo dichiari di aver letto e compreso l'informativa privacy