L’incontro tra Cirielli (Fdi) e l’ambasciatore russo diventa un caso, Pd: “Governo si riavvicina a Mosca?”

L’incontro riservato tra Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri di Fratelli d’Italia, e l’ambasciatore russo Paramonov, si è trasformato in una nuova grana per il governo.
L'incontro, che sarebbe stato chiesto dalle autorità russe all'inizio di febbraio, ha sollevato polemiche. Per le opposizioni è necessario che Cirielli si dimetta, mentre il vicepremier Antonio Tajani, prova a minimizzare: "Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa". Il colloquio, avvenuto circa un mese fa, secondo il vicepremier azzurro è servito a ribadire la posizione italiana e non si sarebbe svolto in segreto, ma al ministero degli Esteri e alla presenza di funzionari della Farnesina. Si tratterebbe insomma di un incontro nell'ambito della normale attività diplomatica che anche altri Paesi europei mantengono con Mosca. Nessun mistero quindi.
"La riunione non si è svolta in segreto, si è svolta al ministero degli Esteri , quindi tutto alla luce del sole. Ma poi è roba di parecchie settimane fa", ha detto ancora Tajani.
Eppure, secondo il retroscena uscito sul Corriere della Sera, le cose sarebbero andate diversamente. Secondo il giornalista Simone Canettieri, il colloquio tra Cirielli e Paramonov si sarebbe svolto fuori dalla Farnesina e "senza che i vertici del governo" fossero messi al corrente. Per questo la presidente del Consiglio Meloni sarebbe stata "irritata" dalla notizia. La questione è delicata per Palazzo Chigi, viste le continue pressioni Trump, che vorrebbe che anche l'Italia tornasse a comprare gas e petrolio dalla Russia (richiesta che Salvini vorrebbe assecondare). La linea ufficiale del governo resta quella del sostegno all'Ucraina, come ribadito anche durante il Consiglio Supremo di Difesa che si è tenuto venerdì scorso. Nel comunicato finale si sottolinea infatti come cui "l'attuale contesto di instabilità" sia stato "irresponsabilmente aperto dall'aggressione della Russia all'Ucraina"
Intervistato dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti, il mese scorso, l'ambasciatore russo aveva accusato Meloni di "adottare la condotta dello struzzo", fingendo che "l’assenza di cooperazione e di dialogo con la Russia non stia avendo alcun tipo d’impatto sull’Italia".
Le spiegazioni di Cirelli sull'incontro con l'ambasciatore russo
"Non devo giustificarmi, perché ovviamente non prendo queste iniziative da solo: ho agito a nome del governo. Mi sembra una polemica strumentale da parte della sinistra", ha risposto così all'ANSA, da Matera, il viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, a margine di un'iniziativa per il sì al Referendum. "Questo stupore è del tutto anomalo. Il fatto – ha aggiunto – che un viceministro incontri un ambasciatore regolarmente accreditato è assolutamente normale. Se è qui, è qui per fare l'ambasciatore".
"D'altro canto – ha continuato Cirielli – questa è una regola della diplomazia e io svolgo un ruolo diplomatico. Se non ci fossero state le tensioni che ci sono, probabilmente lo avrebbe ricevuto direttamente il ministro. Credo, quindi, si tratti di una polemica fuori luogo. L'incontro è avvenuto alla Farnesina, come è giusto che sia, alla presenza di diplomatici che hanno preso nota di tutto ciò che ci siamo detti. In particolare ho confermato tutta la linea del governo e sono stato molto rigido nel chiarire le posizioni dell'esecutivo. Loro hanno espresso le loro posizioni, ma è del tutto legittimo".
L'esponente Fdi ha anche smentito che ci siano state tensioni con la premier: "La ricostruzione di un'arrabbiatura di Meloni è completamente fantasiosa. Subito dopo, tra l'altro, sono stato con lei in Etiopia. L'incontro con l'ambasciatore è avvenuto il 3 febbraio e non c'è stato alcun problema". All'indomani del colloquio con ci sarebbe stata neppure da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Tajani non mi ha nemmeno chiamato". Il viceministro ha inoltre confermato che non si trattava del primo colloquio con il diplomatico russo: "Non è la prima volta che incontro l'ambasciatore, anche in passato mi aveva chiesto un incontro. È normale che accada: quando chiedono un confronto con il governo, di solito li ricevo io".
Quanto ai contenuti del faccia a faccia, Cirielli ha ribadito all'Adnkronos: "In genere gli ambasciatori vengono a rappresentare le loro posizioni quando ritengono che ci siano state tensioni o episodi che, secondo loro, hanno penalizzato il loro Paese. In questo caso mi pare facesse riferimento ad alcuni episodi legati a proteste o manifestazioni. Nulla di particolare: fanno il loro lavoro di ambasciatori".
Schlein attacca il governo: "Spieghi se Italia si sta riavvicinando alla Russia"
Tuttavia il Pd ha depositato un'interpellanza a Meloni e Tajani sulla vicenda. Dell'incontro fra Cirielli e l'ambasciatore russo "lo abbiamo scoperto soltanto oggi, abbiamo già depositato una interpellanza. Se il governo sta riaprendo o riavvicinando le relazioni diplomatiche con la Russia si allontana dalla posizione unitaria dell'Ue, e deve fare chiarezza su cosa hanno discusso l'ambasciatore russo e Cirielli", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a Tagadà su La7.
"Il Partito democratico ha presentato un’interpellanza urgente alla presidente del Consiglio dei ministri e al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per chiedere chiarimenti su un incontro avvenuto tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione russa in Italia", si legge
"L’iniziativa, promossa dai deputati democratici della commissione Esteri della Camera, impegna il Governo a chiarire in modo puntuale tre questioni fondamentali".
"In particolare, si chiede ‘se il Governo, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, possa fornire una ricostruzione puntuale dell’incontro avvenuto tra il viceministro Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione russa Aleksej Vladimirovič Paramonov, indicando con precisione la data, il luogo, le modalità di svolgimento e i principali temi trattati nel corso del colloquio'".
I dem chiedono, inoltre, "se e con quali modalità la presidente del Consiglio dei ministri e il ministro degli Affari esteri siano stati informati dell’incontro e dei suoi contenuti". E "se il Governo ritenga che l’incontro con l’ambasciatore della Federazione russa, pur rientrando nelle normali prassi diplomatiche, sia coerente con la linea politica ufficiale dell’Italia nei confronti della Russia e con gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’Unione europea, e se intenda assumere iniziative volte a garantire una piena trasparenza parlamentare in merito a tali interlocuzioni future".
"Ora viene fuori che Tajani sapeva. Ancora peggio. La Farnesina spieghi immediatamente. Cirielli torni a fare il suo lavoro, qualunque esso sia. Non può rimanere un minuto di più nel suo incarico", ha scritto su X il senatore Dem Filippo Sensi. Sensi in un precedente post aveva chiesto le dimissioni di Cirielli: "Se un viceministro incontra l'ambasciatore russo (lo stesso peraltro che aveva già incontrato esponenti del governo filorusso georgiano) non ci sono questioni. Se ne deve andare. Altrimenti ci troveremmo di fronte al governo più filorusso d'Europa, accanto a Orban. Via Cirielli".
"Qualcuno dovrebbe dire a Tajani che fa il ministro degli Esteri. Diteglielo con le buone, con un po' di dolcezza, perché non vorrei ci rimanesse male. Svegliate il soldato Tajani", ha attaccato Matteo Renzi commentando la vicenda. "Dite a Tajani – ha aggiunto il leader di Italia Viva- che tra un drone e l'altro è il ministro degli Esteri. Non dico che debba sapere cosa facciano gli israeliani quando bombardano in Iran, a lui non lo dicono. Ma almeno sapere cosa fa il suo viceministro per Tajani potrebbe essere un'idea".