Si prepara a dare battaglia la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sulla legge elettorale. Uno scontro che il centrodestra dovrebbe portare avanti, secondo Meloni, se la proposta proporzionale presentata in Parlamento negli scorsi giorni dovesse diventare legge. “Vanno fatte le barricate”, è l’invito che rivolge ai suoi alleati di centrodestra. Prima, però, c’è la questione del referendum leghista per l’abolizione della quota proporzionale: “L’abbiamo sottoscritto, ma bisognerà vedere se la Consulta lo accoglierà e purtroppo non è scontato. In ogni caso, ci batteremo contro il bluff di questi pagliacci, che nel giorno in cui veniva colpito un aereo ucraino, la Turchia entrava in Libia, venivano attaccate le basi Usa in Iraq, si vedevano per parlare di legge elettorale. Hanno partorito una bella proposta per far sì che siano sempre i partiti, accordandosi tra loro, a decidere chi governa”.

La presidente di Fratelli d’Italia parla in un’intervista al Corriere della Sera: “Riproporre il proporzionale è scandaloso, ma d’altra parte se uno come Franceschini rivendica la volontà di ‘fare i governi in Parlamento' è chiaro che sono pronti a tutto. Vorrebbero una eterna ingovernabilità per poter essere sempre al centro di tutto, contro la volontà dei cittadini. Ora mi aspetto che il centrodestra non si presenti in ordine sparso, ma con una proposta unitaria per un sistema con meccanismo maggioritario che dia a chi vince la possibilità di governare. E spero che il capo dello Stato dica per una volta a questi signori che non può sempre e solo prevalere l’interesse di partito su quello degli italiani”.

Su un altro referendum, quello per il taglio dei parlamentari il cui quesito è stato depositato negli scorsi giorni in Cassazione, Meloni ribadisce come Fratelli d’Italia sia l’unico partito a non avere firmatari tra i richiedenti. “Per coerenza – spiega –. Abbiamo sostenuto questa riforma fin dall’inizio, non avevamo motivo di cambiare idea”. Per quanto riguarda, invece, il caso Gregoretti e il voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, Meloni è pronta a scendere in piazza “con tutto il centrodestra. Per denunciare una strumentalizzazione, e perché se si violano le regole base del Paese una volta, e il diritto di un ministro di fare quello che ha promesso agli italiani di fare, poi accadrà di nuovo”.

Le elezioni regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria possono segnare una svolta, secondo Meloni, in caso di vittoria del centrodestra: “Chiederemo immediatamente il voto. Senza voler dare consigli al presidente della Repubblica, lo scioglimento delle Camere è lo strumento giusto quando c’è troppa distanza tra quello che pensa e vuole la gente e quello che fa il palazzo. E se perderanno anche nella loro storica roccaforte, sarà evidente che la distanza è siderale. Ma comunque vada il voto, questo governo non andrà avanti per molto”.