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Lega raduna l’estrema destra Ue a Roma, Salvini: “Macron guerrafondaio, riportiamo la pace in Europa”

All’evento di Identità e democrazia, partito europeo di estrema destra, Matteo Salvini ha attaccato Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron, ha fatto gli auguri a Donald Trump per le elezioni negli Stati Uniti e ha chiesto che dopo le elezioni europee del 9 giugno si smetta di “parlare di guerra, armi e bombe come fosse la norma”.
A cura di Luca Pons
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A Roma, l'evento Winds of change organizzato dalla Lega ha raccolto vari esponenti del gruppo europeo Identità e democrazia (Id), il partito di estrema destra a cui aderisce anche il Carroccio. Mancavano diversi rappresentanti: i tedeschi di AfD, né i francesi di Rassemblement National, anche se Marine Le Pen ha inviato un messaggio video.

Concludendo l'evento, Salvini ha parlato dal palco e ha innanzitutto ribadito la solidità del centrodestra: "Il governo italiano andrà avanti fino al 2027", ha detto, "stanno provando a dividerci ma non ci riusciranno. In Giorgia ho trovato un'amica, oltre che un'alleata. Certo, anche tra amici ci sono punti di vista diversi".

Alle elezioni europee mancano 77 giorni, come il segretario leghista ha ribadito più volte. E infatti Salvini ha marcato la differenza con gli alleati: "Gli italiani che sceglieranno la Lega non sceglieranno mai un altro mandato con Ursula von der Leyen, con i socialisti e la sinistra. È difficile che a rimediare agli errori fatti sia la stessa squadra che quegli errori li ha compiuti". In quella squadra già oggi c'è Forza Italia, mentre da Fratelli d'Italia la posizione sull'attuale presidente della Commissione europea è meno chiara: "Meloni dica una volta per tutte se sosterrà o no Von der Leyen per un secondo mandato", ha chiesto anche Marine Le Pen nel suo videomessaggio.

Gli attacchi rivolti a Meloni non sono mancati da parte degli ospiti: "Mi è stato chiesto se dovremmo sostenere Giorgia Meloni al Parlamento Ue. Ma perché dovremmo sostenere lei e non Matteo Salvini come il principale e più grande candidato europeo che abbiamo?", ha detto Andrè Ventura, leader del partito portoghese Chega.

Salvini ha anche attaccato il presidente francese Macron: "Far intravedere l'idea che i soldati europei possano uscire dal loro Paese e andare a combattere all'estero è estremamente pericoloso. Penso che il presidente Macron con le sue parole rappresenti un pericolo per il nostro Paese e il nostro continente. Il problema sono i guerrafondai come Macron. Non voglio lasciare ai nostri figli un continente pronto a entrare nella terza guerra mondiale".

Poi ha risposto alle polemiche sul rapporto del suo partito con la Russia di Putin: "È chiaro che tra Russia e Ucraina sappiamo distinguere tra aggressore e aggredito, tra chi ha scatenato la guerra e chi ha subito l'invasione". E ha fatto gli auguri a Donald Trump per le elezioni statunitensi di novembre: "Gli anni di governo dei repubblicani a Washington sono sempre coincisi con anni di pace e di prosperità, speriamo gli americani scelgano la pace".

Salvini ha insistito molto sulla promessa della pace: "Basta parlare di bombe, di guerra e di armi come se fosse la norma", ha detto. Dall'altra ha attaccato su alcuni dei temi più cari alla destra, dal politicamente corretto alla censura, fino alla religione musulmana: "Solo un testo sacro, se interpretato integralmente, è incompatibile con le nostre libertà, le nostre società e le nostre democrazie: il Corano".

In chiusura, Salvini ha accennato al periodo complicato che sta attraversando alla guida della Lega: "Dieci anni fa, quando ho iniziato a fare il segretario, avevo qualche chilo in meno e qualche capello nero in più. È stato un onore. Ora, anche mediaticamente, stanno provando a farmi e a farci passare la voglia, hanno trovato la persona e il movimento sbagliato".

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