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Le nuove regole per le Ong: la bozza del decreto Sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok a un decreto che contiene regole più stringenti per le Ong. Ecco cosa prevede il nuovo codice di condotta per le Organizzazioni umanitarie che salvano i migranti in mare.
A cura di Annalisa Cangemi
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AGGIORNAMENTO: Il Consiglio dei ministri che si è riunito questa sera, ha approvato un decreto in materia di contrasto all'immigrazione illegale, che contiene regole più stringenti per le Ong che effettuano salvataggi in mare. All'ordine del giorno c'erano anche misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale, oltre a un'informativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso sull'accordo di rafforzamento patrimoniale produttivo di Acciaierie d'Italia.

Il nuovo pacchetto immigrazione era stato anticipato anche dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani (Fdi): "Quello che vorremmo stabilire è un sistema di regole e di sanzioni che adesso mancano. L'Italia non può essere il terminale di tutta l'immigrazione che proviene dal Nordafrica perché non può farlo e non è giusto che lo faccia. E le Ong non possono agire in maniera indiscriminata e senza regole, soprattutto senza connettersi e informare l'Italia che è poi il Paese che deve accogliere queste persone. Credo che Piantedosi voglia mettere delle regole ben chiare a fronte delle quali ci sono delle sanzioni se non vengono rispettate. Credo che un paese serio debba fare questo", aveva detto oggi Ciriani, ospite di "Oggi è un altro giorno" su Rai 1. L'Italia, aveva aggiunto Ciriani, "non può da sola affrontare l'immigrazione. Lo scontro che c'è stato qualche settimana fa con la Francia è servito perlomeno a far capire che l'Italia non è sola".

Cosa prevede la bozza del nuovo decreto Sicurezza all'esame del Cdm

Il Corriere della Sera ha anticipato la bozza del decreto arrivato sul tavolo del Consiglio dei ministri. Nel provvedimento c'è un nuovo Codice di condotta per le Ong che operano in mare, con regole e sanzioni – multe fino a 50mila euro, fermo amministrativo della nave per due mesi fino alla confisca  – per le imbarcazioni umanitarie e per l'armatore.

Il nuovo pacchetto di norme prevede che "il transito e la sosta in territorio nazionale sono comunque garantiti ai soli fini di assicurare il soccorso e l'assistenza a terra delle persone prese a bordo a tutela della loro incolumità". Le operazioni di soccorso, dice la bozza, devono essere "immediatamente comunicate al centro di coordinamento competente per il soccorso marittimo nella cui area di responsabilità si svolge l'evento e allo Stato di bandiera ed effettuate nel rispetto delle indicazioni delle predette autorità".

Quali requisiti devono avere le navi da soccorso

Secondo il provvedimento le navi che svolgono attività di ricerca e soccorso in mare devono:

  1. possedere i requisiti di idoneità tecnico-nautica alla sicurezza della navigazione nelle acque territoriali;
  2. aver raccolto tempestivamente le intenzioni di richiedere la protezione internazionale
  3. aver subito richiesto all'Autorità Sar competente, subito dopo aver effettuato il soccorso, l'assegnazione del porto di sbarco;
  4. raggiungere il porto di sbarco indicato dalle autorità senza ritardi, per completare il soccorso;
  5. fornire alle autorità le informazioni richieste ai fini dell'acquisizione di elementi relativi alla ricostruzione dettagliata delle operazioni di soccorso;
  6. fare in modo che le operazioni di soccorso non aggravino le situazioni di pericolo a bordo e non impediscano il raggiungimento del porto di sbarco;
  7. nel caso di plurime operazioni di soccorso, quelle successive alla prima devono essere condotte nel rispetto degli obblighi di notifica, e non devono impedire il raggiungimento del porto di sbarco, senza ritardi.

Le sanzioni per le Ong: cosa dice la bozza

Se le Ong violano le regole elencate, secondo il testo della bozza "si applica al comandante della nave la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000. La responsabilità solidale si estende all'armatore e al proprietario della nave".

"All'irrogazione delle sanzioni accertate dagli organi addetti al controllo, provvede il prefetto territorialmente competente", si legge ancora nella bozza.

Inoltre alla contestazione "della violazione consegue l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo per due mesi della nave utilizzata per commettere la violazione. L'organo accertatore, che applica la sanzione del fermo amministrativo, nomina custode l'armatore o, in sua assenza, il comandante o altro soggetto obbligato in solido, che fa cessare la navigazione e provvede alla custodia della nave a proprie spese".

Contro il fermo amministrativo della nave "è ammesso ricorso, entro sessanta giorni dalla notificazione del verbale di contestazione, al Prefetto che provvede nei successivi venti giorni".

In caso di reiterazione della violazione "commessa con l'utilizzo della medesima nave, si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca della nave e l'organo accertatore procede immediatamente a sequestro cautelare".

Previste poi sanzioni dalle 2000 alle 10mila euro al comandante e all'armatore della nave che "non forniscono le informazioni richieste dalla competente autorità nazionale per la ricerca e il soccorso in mare o non si uniformano alle indicazioni della medesima autorità".

"Alla violazione segue il fermo amministrativo per venti giorni della nave utilizzata per commettere la violazione", si legge nella bozza, e in caso di reiterazione si arriva alla confisca.

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