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Caso Delmastro-Caroccia

La versione di Delmastro smentita: Caroccia lavorava nel locale Bisteccheria d’Italia, un video lo dimostra

Il sottosegretario Delmastro fino ad ora ha detto che nel periodo in cui deteneva le quote della società “Le 5 Forchette”, non sapeva chi fosse la sua socia, Miriam Caroccia, figlia diciottenne del prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia. Ma spunta un video del settembre 2025, che dimostra come lo stesso Caroccia lavorasse in quel momento nel ristorante. In quel momento Delmastro è ancora all’interno della società.
A cura di Annalisa Cangemi
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All'indomani del voto sul referendum, che ha decretato la vittoria del No alla riforma sulla Giustizia proposta dal governo Meloni, il dossier Delmastro-Caroccia è sempre più scottante. Stiamo parlando dell'esponente di Fdi, sottosegretario alla Giustizia, nella bufera per la sua partecipazione alla srl della figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato per reati di mafia nell'ambito di un'indagine sul clan camorristico dei Senese, che gestisce un ristorante a Roma.

Caso Delmastro, il governo lo difende nell'affaire Caroccia

Per il momento il governo continua a blindarlo. Anche questa mattina il ministro della Giustizia lo ha difeso: "Non sapevo neanche di cosa si parlasse. Però ho letto le prime dichiarazioni sia del collega Delmastro sia della presidente Meloni. Sono certo che riuscirà a chiarire…", ha detto il Guardasigilli a Start su Sky TG24. "Sa vai a cena in un ristorante – ha continuato il ministro – non è che puoi chiedere la carta d'identità del proprietario. Io avrò stretto 10mila mani in questo periodo di campagna referendaria. Non vorrei che un giorno uscisse che sono abbracciato con un mafioso, potrebbe anche essere accaduto".

"Conoscendo Andrea Delmastro tutto posso pensare di lui, magari qualche eccesso nella comunicazione. Ma certamente non che abbia non dico delle contiguità, ma anche delle simpatie mafiose o delle conoscenze mafiose. Proprio perché anche quando parliamo tra di noi, lui è posso dire il più fermo. Lui è il più forte sostenitore di tutti i provvedimenti contro la mafia, del 41 bis, io sono più garantista".

Anche Giorgia Meloni fino ad ora ha cercato di coprire il suo sottosegretario, pur ammettendo una certa "leggerezza" da parte sua. Ma non è detto che nelle prossime ore qualcosa possa cambiare. Soprattutto nel caso in cui dovesse essere lo stesso esponente di Fdi a presentare le dimissioni (di sua iniziativa o dietro pressioni. Si ipotizza che la premier possa vederlo per un colloquio.

Delmastro deteneva il 25% delle quote della società "Le 5 forchette": i dubbi sulle attività del sottosegretario

Intanto il sottosegretario, come era emerso nei giorni scorsi, dovrebbe essere ascoltato in Commissione Antimafia sulla vicenda. Sull'origine della società "Le 5 Forchette", srl fondata davanti a un notaio di Biella di cui avrebbe fatto parte anche Delmastro (deteneva il 25% delle quote), insieme ad altri esponenti di Fdi, si è già mossa la Dda di Roma con l'apertura del fascicolo che ipotizza l'intestazione fittizia di beni in capo a Caroccia, detenuto e già condannato in via definitiva a 4 anni per lo stesso reato, e sua figlia Miriam. La Dda vuole approfondire tutta la galassia delle società riconducibili alla famiglia Caroccia, per stabilire se dietro al loro business della ristorazione si nascondano attività di riciclaggio.

I dubbi sulle attività di Delmastro sono state alimentate da alcuni scatti che lo ritraggono nel ristorante di via Tuscolana, anche di recente. Una foto che risale a fine gennaio lo ritrae alla Bisteccheria insieme a un sindacalista della polizia penitenziaria. Ma in quel locale il sottosegretario è stato anche insieme alla capa di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, la stessa che negli ultimi giorni di campagna referendaria ha accusato la magistratura di essere un "plotone di esecuzione".

Delmastro dice che non era a conoscenza dei problemi giudiziari di Mauro Caroccia, padre della sua ex socia, dice di aver saputo tutto solo a posteriori. Non sapeva insomma quell’uomo fosse già stato indagato e condannato. "Nel momento in cui si scopre, immediatamente, per il rigore etico e morale che mi contraddistingue su questa battaglia, mi sono tolto dalla società", ha aggiunto. Eppure i fatti che stanno emergendo smentiscono del tutto la sua versione. C'è un video, condiviso sui social dal giornalista Marco Fattorini, che risale a settembre 2025, in cui si vede Mauro Caroccia, già condannato in Appello per intestazione fittizia di beni a favore del clan Senese, in attesa del giudizio della Cassazione, che a febbraio poi renderà definitiva la pena. Ha da poco subito un arresto e il sequestro dei ristoranti. Ma questo non gli impedisce di annunciare trionfante l'inaugurazione di un nuovo locale ‘Bisteccheria d'Italia', in zona Tuscolana a Roma.

In quel momento Delmastro detiene ancora le quote della società (se ne libererà due mesi dopo, versandole proprio a Miriam Caroccia, per 5mila euro pagati in contanti, dopo due passaggi intermedi ad altre società). Come è possibile allora che non sapesse che proprio in quel locale si muoveva con spavalderia Caroccia? "Sono tornato, ci sono io in sala, questo locale è ancora più bello degli altri", dice Caroccia promuovendo l'attività nel video. "‘Baffo' non c'è più, ma la qualità è la stessa", dice citando la catena utilizzata dai clan per ripulire il denaro. Quando la sua spalla nel video gli domanda il nome del ristorante, lui mostra imbarazzo "lascia stare, è una lunga storia"

Abbiamo tutto qui, c'è il parcheggio gratis…" – dice, ricordando l'indirizzo del ristornante – "Qua me tocca lavorà…". Parole inequivocabili, che dimostrano come palesemente il prestanome di Senese lavorasse lì, alla luce del sole.

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