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La sperimentazione di Meloni per il voto fuorisede è un flop: solo il 4% degli studenti ha fatto richiesta

Appena il 4% degli studenti fuorisede, circa 23mila, ha fatto domanda per poter votare alle europee fuori dal proprio Comune di residenza. Di questi più di 21mila saranno comunque costretti a spostarsi nel Capoluogo di regione se vorranno eleggere il loro rappresentanti al Parlamento Ue.
A cura di Giulia Casula
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Sono 23.734 gli studenti che hanno richiesto di poter votare senza dover rientrare nel Comune di residenza. Si tratta di appena il 4% sul totale di circa 591mila studenti fuorisede presenti in Italia. A diffondere i dati è il Ministero dell'Interno che ha pubblicato un resoconto delle richieste per votare alle elezioni europee anche se si studia lontano dalla propria città.

Il termine per presentare domanda scadeva il 5 maggio, secondo quanto previsto da una circolare diffusa dal Viminale. La sperimentazione del voto per gli studenti fuorisede è stata introdotta con la legge di conversione del dl Elezioni, che ha previsto la possibilità di partecipare alle elezioni europee anche se si è domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza. La modalità però riguarda esclusivamente gli studenti che corrispondono a una modesta porzione degli oltre 4 milioni di persone che per ragioni di lavoro, studio o salute vivono lontano dalle loro città.

Dalla sperimentazione inoltre, restano escluse le elezioni amministrative che si terranno sempre l'8 e il 9 giugno in oltre 3700 Comuni italiani. Questo significa che molti studenti potranno sì votare per il Parlamento europeo ma non per i candidati sindaco delle loro città, a meno che non decidano di tornare nel Comune di residenza e affrontare così le spese del viaggio.

Il Ministero ha anche fornito i dati relativi alla provenienza degli studenti fuorisede che hanno fatto richiesta per poter partecipare alle elezioni europee. La maggior parte di loro risiede nelle regioni del Sud Italia. In particolare 4.107 provengono dalla Puglia, 3.917 dalla Sicilia, 1.601 dalla Campania, 1.478 dalla Calabria e 1.181 dalla Sardegna. Si tratta (se si includono Basilicata, Molise e Abruzzo) di più di 14mila studenti, oltre la metà del totale.

Dei circa 23mila studenti fuorisede che potranno eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Ue però, ben 21.166 saranno costretti a spostarsi dal Comune in cui vivono per recarsi a votare nel Capoluogo di regione. Il Viminale infatti, ha previsto due diverse modalità di voto per gli studenti fuorisede. Chi vive in una città all'interno della stessa circoscrizione di residenza, tra le cinque in cui si vota (Nord Est, Nord Ovest, Centro, Sud, Isole), potrà recarsi a votare nel Comune di domicilio. Coloro che invece abitano in una circoscrizione differente da quella di residenza, dovranno raggiungere il Capoluogo della regione in cui si trovano dove è stata istituita una sezione speciale apposita per gli studenti fuorisede.

Facendo un rapido calcolo, se più di 21mila studenti dovranno spostarsi nel Capoluogo della regione in cui abitano su un totale di 23mila fuorisede, ciò vuol dire che solo duemila studenti circa potranno effettivamente votare nel Comune di domicilio senza dover viaggiare da una città all'altra.

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