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La ricetta di Valditara contro il bullismo: stretta su voto in condotta e sospensioni

Una stretta sul voto in condotta e sulle sospensioni: è questa la ricetta del ministro Giuseppe Valditara, che ha annunciato nuovi interventi per contrastare il fenomeno del bullismo.
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A cura di Annalisa Girardi
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Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha intenzione di mettere in campo una nuova strategia per contrastare il bullismo. Dopo aver incontrato insieme ai tecnici del ministero alcuni esperti in tema di bullismo ha deciso di intervenire sui criteri di valutazione del voto in condotta e sulle sospensioni, su cui si era già espresso alcuni giorni fa affermando che così come fosse pensata non avesse alcun senso.

Valditara sta lavorando a una serie di interventi che darà vita a una revisione normativa che riguarderà il Dpr del 2009, sulla valutazione degli apprendimenti e del comportamento, e il Dpr del 1998, che reca lo Statuto delle studentesse e degli studenti: "Al fine di ripristinare la cultura del rispetto, di contribuire ad affermare l’autorevolezza dei docenti e di riportare serenità nelle nostre scuole abbiamo deciso di intervenire su tre direttrici", ha commentato il ministro.

La prima direttrice riguarda diversi aspetti, dal voto in condotta al suo impatto sulla valutazione generale e l'ammissione alla maturità. Non solo: con il 6 in condotta si prenderà debito in materia di educazione civica. Nello specifico il piano di Valditara prevede che:

  • Si precisa che il voto assegnato per la condotta è riferito a tutto l’anno scolastico e che nella valutazione dovrà essere dato particolare rilievo a eventuali atti violenti o di aggressione nei confronti degli insegnanti, di tutto il personale scolastico e degli studenti.
  • Nelle scuole secondarie di I grado si ripristina la valutazione del comportamento, che sarà espressa in decimi e farà media, modificando così la riforma del 2017.
  • La valutazione del comportamento inciderà sui crediti per l’ammissione all’Esame di Stato conclusivi della scuola secondaria di secondo grado.
  • La normativa attuale, che presenta varie criticità e ambiguità, prevede che la bocciatura, a seguito di attribuzione di 5 per la condotta, sia attuata esclusivamente in presenza di gravi atti di violenza o di commissione di reati. Con la riforma si stabilisce invece che l’assegnazione del 5, e quindi della conseguente bocciatura, potrà avvenire anche a fronte di comportamenti che costituiscano gravi e reiterate violazioni del Regolamento di Istituto.
  • L’assegnazione del 6 per la condotta genererà un debito scolastico ( nella scuola secondaria di secondo grado) in materia di Educazione civica, che dovrà essere recuperato a settembre con una verifica avente ad oggetto i valori costituzionali e i valori di cittadinanza.

Per quanto riguarda la seconda direttrice, invece, l'intervento è in materia di sospensioni. Nello specifico:

Si ritiene che la misura della sospensione, intesa come semplice allontanamento dalla scuola, sia del tutto inefficace e, anzi, possa generare conseguenze negative sullo studente. Si prevede pertanto che la sospensione fino a 2 giorni dalle lezioni in classe comporti più scuola, più impegno e più studio. Lo studente sospeso sarà coinvolto in attività scolastiche -assegnate dal consiglio di classe- di riflessione e di approfondimento sui temi legati ai comportamenti che hanno causato il provvedimento. Questo percorso si concluderà con la produzione di un elaborato critico su quanto è stato appreso, che sarà oggetto di opportuna valutazione da parte del consiglio di classe. Qualora la sospensione superi i 2 giorni, lo studente dovrà svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate. La convenzione conterrà le opportune coperture assicurative.

Anche la terza direttrice riguarda la sospensione:

Nel caso di sospensione superiore ai 2 giorni, se verrà ritenuto opportuno dal consiglio di classe, l’attività di cittadinanza solidale potrà proseguire oltre la durata della sospensione, e dunque anche dopo il rientro in classe dello studente, secondo principi di temporaneità, gradualità e proporzionalità. Ciò al fine di stimolare ulteriormente e verificare l’effettiva maturazione e responsabilizzazione del giovane rispetto all’accaduto.

Il ministro ha anche fatto sapere che i nuovi interventi verranno adottati dai singoli consigli di classe nel rispetto dell'autonomia scolastica.

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