La ricchezza delle famiglie italiane cresce ma resta ancora sotto i livelli pre-pandemia: ecco perché

Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto quota 11.732 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato dal 2005. Un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare positivo. Rispetto al 2023, infatti, l'aumento è stato del 2,8% a prezzi correnti. Ma questo incremento va letto con attenzione. Se si tiene conto dell'inflazione, infatti, cioè dell'aumento generale dei prezzi che riduce il potere d'acquisto, la situazione cambia radicalmente. A prezzi costanti, la ricchezza delle famiglie è ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al 2021, sopratutto a causa della forte inflazione dell'anno successivo. In altre parole: le famiglie "valgono" di più nei numeri, ma possono permettersi meno beni e servizi rispetto a pochi anni fa. Questo spiega perché, nonostante la crescita registrata, la ricchezza reale non ha ancora recuperato i livelli di prima della pandemia.
Quanto vale la ricchezza per ogni cittadino
Misurata sulla popolazione, la ricchezza netta corrisponde a 199 mila euro a persona. Anche in questo caso il dato è in crescita rispetto al 2023 (quasi +3%), ma resta tra i più bassi nel confronto internazionale con gli altri grandi Paesi occidentali. Come sottolinea l'Istat nel Report con Bankitalia: "Misurata in rapporto alla popolazione, alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie (escluse le scorte) […] in Italia era pari a 199 mila euro, tra i valori più bassi nel confronto con gli altri paesi in esame". Per capire meglio: in Paesi come Francia, Germania o Stati Uniti, la ricchezza netta pro capite è spesso più del doppio rispetto all'Italia, mostrando come gli italiani abbiano meno risorse finanziarie disponibili rispetto ai loro vicini europei o agli americani. Il rapporto tra ricchezza netta e reddito lordo disponibile delle famiglie è poi rimasto stabile a 8,2. Questo significa che, in media, la ricchezza accumulata dalle famiglie italiane corrisponde a poco più di 8 anni del loro reddito annuale. Anche questo è uno dei livelli più bassi dall'inizio della rilevazione, nel 2005.
Il peso centrale delle case nel patrimonio degli italiani
Un aspetto fondamentale della ricchezza degli italiani è il peso degli immobili. La maggior parte del patrimonio familiare, infatti, non è in contanti o in investimenti finanziari, ma in beni immobili, soprattutto case. La ricchezza non finanziaria totale delle famiglie vale circa 6.761 miliardi di euro, pari a oltre la metà del totale. Di questi, 5.662 miliardi sono rappresentati dalle abitazioni. Per dare un esempio concreto: se una famiglia possiede una casa del valore di 300mila euro e ha anche qualche risparmio in banca, la maggior parte della sua ricchezza è in quella casa. Questo spiega perché anche se gli italiani possono avere risparmi relativamente bassi, spesso possiedono immobili di valore.
Negli ultimi anni, il valore delle case è cresciuto in modo significativo contribuendo a rafforzare proprio questa caratteristica strutturale. Dopo il forte calo registrato tra il 2012 e il 2018, il mercato immobiliare ha infatti quasi recuperato i livelli massimi toccati nel 2011. Anche gli immobili non residenziali (come capannoni e uffici) sono aumentati, seppur più lentamente. In altre parole, la ricchezza in Italia è fortemente concentrata nel mattone, a differenza di altri Paesi dove una quota più consistente del patrimonio è in contanti, azioni o altri strumenti finanziari. Questo rende gli italiani particolarmente esposti al mercato delle case, ma meno flessibili in caso di necessità di liquidità immediata.
Attività finanziarie in aumento grazie ai mercati
Nel 2024 è cresciuta anche la ricchezza finanziaria delle famiglie, che ha raggiunto 6.013 miliardi di euro, con un aumento del 3,6% rispetto all'anno precedente. L'incremento è stato guidato soprattutto dall'andamento positivo dei mercati finanziari più che dai nuovi risparmi versati dalle famiglie.
Le voci che sono cresciute di più sono:
- le quote di fondi comuni (+92 miliardi);
- i titoli di debito (+60 miliardi);
- le riserve assicurative (+45 miliardi).
In pratica, gran parte dell'incremento della ricchezza finanziaria non deriva da nuove somme depositate o investite, ma da ciò che gli economisti chiamano guadagni in conto capitale. Cosa significa? Che gli asset già posseduti, come fondi comuni o obbligazioni, hanno visto crescere il loro valore di mercato, generando un aumento della ricchezza senza che le famiglie abbiano necessariamente messo mano al portafoglio. Per fare un esempio concreto: se una famiglia possiede quote di un fondo comune del valore di 100mila euro, e durante l'anno il mercato fa salire il valore di quelle quote a 108mila euro, la famiglia ha guadagnato 8mila euro senza dover versare nuovi soldi. Questo fenomeno mostra come, anche in Italia, la ricchezza finanziaria possa crescere principalmente grazie ai mercati, rendendo le famiglie più sensibili alle oscillazioni di borsa e ai rendimenti degli investimenti.
Il confronto con gli altri Paesi
Se guardiamo all'Italia nel contesto internazionale, emerge poi che la crescita della ricchezza delle famiglie è più lenta rispetto ad altri grandi Paesi avanzati. Tra il 2023 e il 2024, il rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile delle famiglie italiane è rimasto sostanzialmente stabile, così come in Canada. In altri Paesi europei e negli Stati Uniti si sono registrate invece delle variazioni più marcate.
Per capire meglio questo indicatore: il rapporto tra ricchezza e reddito misura quanti anni di reddito servirebbero per accumulare tutta la ricchezza delle famiglie. Un aumento di questo rapporto significa che le famiglie stanno accumulando più patrimonio rispetto a quanto guadagnato ogni anno, mentre una diminuzione indica esattamente il contrario. In Germania, per esempio, questo rapporto è aumentato. Cosa vuol dire? Che le famiglie tedesche hanno rafforzato la propria posizione patrimoniale. Al contrario, in Francia e Regno Unito il rapporto è diminuito per il terzo anno consecutivo, segnalando invece una crescita della ricchezza più debole rispetto al reddito.
Anche guardando alla ricchezza pro capite, cioè la ricchezza media per persona, l'Italia resta indietro. Secondo il report, infatti: "Rispetto al 2023, la ricchezza netta pro capite è cresciuta quasi del 3%, meno che in Canada, Regno Unito e Germania". In altre parole, anche se le famiglie italiane hanno visto un aumento della loro ricchezza nel 2024, la velocità di crescita è stata inferiore a quella di altri Paesi. Questo significa che il divario accumulato negli anni precedenti rispetto ad altri Paesi avanzati non è ancora stato colmato, e l'Italia rimane tra i Paesi con la ricchezza pro capite più bassa in Europa e nel mondo occidentale.