La Lega in Lombardia, la Regione in cui il virus ha fatto più vittime, se la prende con il Garante del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo. Sul profilo Twitter del gruppo è stato pubblicato un video risalente allo scorso 19 dicembre, che mostra l'ex comico mentre scende da un'auto indossando una mascherina nera. Per il partito di Salvini questa è una prova schiacciante. "Chissà come mai", è il commento al tweet, che lascia intendere che Grillo fosse a conoscenza già allora della presenza del Covid-19 in Europa. Ovviamente si tratta di una bufala.

"La Lombardia andrà avanti nella sua richiesta di danni, partendo da una prima richiesta di 20 miliardi, alla Cina per le devastanti conseguenze del coronavirus, di cui le autorità cinesi erano al corrente almeno da dicembre. Anche se il timore concreto è che ne fossero a conoscenza anche i vertici del Movimento5Stelle, partito di maggioranza del Governo Conte, dato che il fondatore, Beppe Grillo, lo scorso 17 dicembre girava a Roma utilizzando una maschera e lui stesso affermava che gli serviva per proteggersi dai virus", ha detto Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda Salvini Premier. "Guarda caso pochi giorni prima il loro ministro Di Maio era stato in pellegrinaggio a Pechino e lo stesso Grillo si era recato più volte all'ambasciata cinese, per cui possiamo immaginare che i Cinque Stelle, e quindi il loro Governo, avessero notizie sul virus che agli italiani venivano taciute. Per questo andiamo avanti con la richiesta di danni alla Cina".

Solo il 31 dicembre la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan ha segnalato all'Oms un cluster di casi di polmonite di causa ignota nella città cinese, nella provincia di Hubei, spiegando che la maggior parte dei casi era connesso con il mercato di Huanan Seafood, nel Sud della Cina. E solo il 9 gennaio 2020 il CDC, Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina, ha riferito di aver identificato un nuovo coronavirus.

La prima circolare del ministero della Salute sul coronavirus, che ha fornito agli ospedali le prime indicazioni per identificare l'infezione – dopo la dichiarazione del rischio "moderato" da parte dell'Oms – risale invece al 22 gennaio. Si deve attendere il 28 gennaio 2020 prima che l'Organizzazione mondiale della Sanità corregga la sua valutazione sulla situazione relativa al coronavirus, elevando il rischio ad "alto", ammettendo gli errori precedenti.