Nient’altro che una fake news. Una notizia fatta circolare negli scorsi giorni ma che non trova alcun fondamento nella realtà. Non la prima bufala che spaventa tanti genitori sulla ripresa della scuola. In questo caso parliamo di un’ipotesi circolata qualche giorno fa, secondo cui i genitori non potranno andare a prendere i figli a scuola nel caso in cui questi ultimi presentino dei sintomi compatibili con il Covid. La notizia è del tutto priva di fondamento, come osservato dall’Istituto superiore di sanità, dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e come confermano anche le linee guida predisposte per la riapertura delle scuole e riguardanti il trattamento di eventuali casi positivi tra gli studenti.

La fake news smentita da Iss e Azzolina

La prima smentita è arrivata dall’Istituto superiore di sanità, annunciando l’arrivo delle nuove linee guida contenenti le indicazioni per la gestione dei casi sospetti a scuola. L’Iss sottolinea: “In particolare sono da considerare fake news tutte quelle notizie che riportano che l’alunno o lo studente possano venire affidati all’autorità sanitaria, mentre è la figura del genitore che è chiamata a gestire tutti i percorsi”. Ieri sera è stata la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a smentire la bufala spiegando quale sarà il procedimento. In caso di febbre “si cerca uno spazio nella scuola dove il bambino viene portato, non viene lasciato da solo, se non l’avesse viene messa la mascherina e si chiamano immediatamente i genitori. È una fake news gigantesca che i genitori non possano vedere il figlio”.

Cosa prevede il vademecum per i genitori con figlio caso sospetto

L’ultima smentita, invece, è quella che fuga ogni dubbio. Si tratta del vademecum ufficiale predisposto da Iss, ministeri e organi competenti contenente le indicazioni da seguire in caso di sospetti emersi a scuola. Appena viene riscontrata la presenza di febbre o di altri sintomi compatibili con il Covid, il referente scolastico dovrà telefonare ai genitori. L’alunno deve essere portato in una stanza o in un’altra area in isolamento della scuola, in compagnia di un adulto. I genitori andranno a prendere il figlio a scuola e quando entreranno in contatto con lui dovranno indossare la mascherina. Poi dovranno contattare il pediatria, che deciderà se chiedere il tampone per lo studente considerato come caso sospetto. Da lì partirà, poi, l’eventuale indagine epidemiologica.