Il momento del tanto atteso discorso del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è finalmente arrivato. Dopo il voto delle elezioni europee e delle elezioni comunali del 26 maggio Conte ha più volte detto di voler parlare chiaramente del futuro del governo e per questo motivo ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Annunciando di avere "alcune cose importanti da dire a tutti voi", rivolgendosi agli italiani. Conte ha lanciato un ultimatum a Lega e Movimento 5 Stelle e ai loro leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio: "Chiedo a entrambe le forze politiche e in particolare ai rispettivi leader di operare una chiara scelta e di dirmi e dirci se hanno intenzione di proseguire nello spirito del contratto stipulato o se preferiscono riconsiderare questa posizione, perché vogliono consolidare la loro posizione o riscattare una sconfitta elettorale. Io resto disponibile. Non mi presterò in nessun modo a vivacchiare per proseguire la mia presenza qui a Palazzo Chigi. Se i comportamenti non fossero coerenti e conseguenti, con la trasparenza e lealtà con cui uniformo sempre la mia azione dimetterò il mandato nelle mani del presidente della Repubblica, verso cui provo una profonda stima e gratitudine per il sostegno e i consigli. È compito delle forze politiche decidere: chiedo una risposta chiara, inequivoca e rapida".

Quello che chiede il presidente del Consiglio è una leale collaborazione:

Dobbiamo preservare il patrimonio di fiducia che voi tutti ci avete concesso. Vi assicuro che sarà il governo del cambiamento fino all’ultimo giorno. Non posso essere certo della sua durata, ma posso garantirvi che fino all’ultimo sarà il governo del cambiamento, per la trasparenza e la chiarezza di intenti. La premessa necessaria per agire in questa direzione è racchiusa in una formula chiave: leale collaborazione. Tra le forze politiche e parlamentari della maggioranza e dei membri del governo. È un concetto politico e anche etico. Se prendiamo una decisione non possiamo cambiarla. Non possiamo chiedere una nuova riunione. Significa che se si hanno questioni politiche da sollevare lo si fa rispettando la grammatica istituzionale, non lanciando segnali sui social.

Conte inizia facendo un punto sulle misure messe in campo dal suo governo:

Reddito di cittadinanza e quota 100 hanno compiuto un vero e proprio patto sociale. Al fondo di queste azioni vi è la convinzione che un Paese non può avere futuro di sviluppo se ampie fasce della popolazione rimangono ai margini del consorzio sociale ed economico. Siamo intervenuti anche per rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini, soprattutto quelli che vivono in aree più esposte, anche per quanto riguarda il tema dell’immigrazione. Abbiamo adottato lo spazza corrotti, introducendo una delle legislazioni più avanzate al mondo sul tema.

Il presidente del Consiglio parla anche della campagna elettorale e dei provvedimenti che sta discutendo il governo:

Questa esperienza di governo ha dovuto convivere con una serie di tornate elettorali, che ci ha costretto a convivere con una campagna elettorale permanente e ne ha risentito il clima. Io stesso avevo sottovalutato questo aspetto. La competizione europea si è rivelata molto aspra, facendo percepire uno stallo nell’azione di governo. Questa è una falsità, perché il governo ha sempre continuato a lavorare. La fase due inaugura una stagione particolarmente intensa sul piano riformatore: abbiamo approvato un decreto legge in tema di semplificazioni. L’ambizione è di realizzare una semplificazione dell’intero quadro legislativo. Presto al ministero di Giustizia arriveranno due disegni di legge per riformare il codice di procedura civile e penale, per una giustizia sempre più rapida e vicina ai cittadini.

La consultazione elettorale ha offerto un dato significativo: a distanza di un anno i cittadini italiani rafforzano la fiducia verso questa esperienza, anche se la distribuzione nella maggioranza si è notevolmente modificata. La Lega ha avuto un incremento significativo, il 5 Stelle è uscito indebolito. Trattandosi di una consultazione europea non ha ricadute dirette sul nostro Parlamento. Ma le comunità politiche sono di uomini e donne, così i risultati portano grande delusione e soddisfazione. Purtroppo il clima elettorale non si è ancora spento, è un clima che non giova all’azione di governo. I miei rapporti personali sono buoni, ottimi, con tutti i ministri e anche con i miei vicepresidenti. Lavorare nell’interesse esclusivo del Paese significa qualcosa di più che avere buoni rapporti personali, significa predisporsi a un orizzonte temporale più ampio e a un atteggiamento costruttivo. Se continuiamo a indugiare nelle polemiche a mezzo stampa, nelle freddure a mezzo social, non possiamo lavorare. Questi perenni conflitti pregiudicano il lavoro: la fase due deve essere ancora più risoluta.

Qui è possibile rivedere la conferenza stampa di Conte trasmessa in diretta sul suo profilo Facebook: