
Quindi, fatemi capire. Quelli che vogliono graziare Mario Roggero, il gioielliere che ha ammazzato due persone sparando loro alle spalle mentre fuggivano dalla sua gioielleria dopo una tentata rapina, sono gli stessi che hanno fatto e votato la legge sulla legittima difesa per cui Roggero è stato condannato.
Quelli che dicono, come ha fatto la premier Giorgia Meloni, che bisogna “tenere conto del trauma, dello stress e della paura” del gioielliere nel valutarne il caso, sono gli stessi che non ne hanno tenuto conto quando hanno fatto una legge che dice il modo in cui Roggero ha ucciso quelle persone non rientra nella fattispecie della legittima difesa.
Quelli che lo vanno trovare in carcere tutti i giorni come fosse un vecchio zio e lo vogliono candidare in Parlamento come fosse un eroe nazionale, come Matteo Salvini, sono quelli che sono maggioranza in Parlamento dal 28 aprile del 2021, il giorno della sparatoria, e che si svegliano solo ora nel dire che la legge sulla legittima difesa va cambiata.
Quelli che vorrebbero cambiare la legge sulla legittima difesa dicendo che ogni difesa è legittima "indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta", sono gli stessi che nel 2019 hanno scritto testuale che la difesa è legittima se proporzionata all’offesa.
Quelli che oggi chiedono clemenza verso chi come Roggero compie atti di violenza arbitraria, sono gli stessi che fino a ieri chiedevano fosse “buttata via la chiave” del carcere per chi commetteva atti di violenza arbitraria.
Quelli che oggi vorrebbero che chiunque possa sforacchiare impunemente chiunque li minacci, sono gli stessi che fino all’altro ieri dicevano che l’emergenza dell’Italia era chi maneggiava impunemente un coltello.
Quelli che parlano da sempre di tolleranza zero e se la prendono coi "buonisti", oggi invocano la grazia e il perdono.
Fatemi capire, ma soprattutto fatelo capire a Mario Roggero.
Giusto per evitare cocenti delusioni a lui e ai suoi famigliari, quando arriverà un altro caso di cronaca da strumentalizzare per evitare ulteriori emorragie di voci verso il generale Vannacci e verrà dimenticato come una famiglia nel bosco qualunque.
Che ormai il giochino lo conosciamo.