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Opinioni
19 Gennaio 2017
10:24

L’appello di Fabo per l’eutanasia legale: “Sono in gabbia, vorrei essere libero di morire”

Su Facebook, Fabiano Antoniani, ex dj 39enne da due anni bloccato a letto a causa di un grave incidente stradale che l’ha reso cieco e tetraplegico, si appella al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e chiede al capo dello Stato di intervenire per sbloccare l’iter parlamentare della legge sull’eutanasia, in stallo dallo scorso marzo.
A cura di Charlotte Matteini
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"Signor Presidente della Repubblica, Fabo si sente in gabbia. Vorrebbe essere libero di morire, ma non può. Facciamo qualcosa?". Con questa breve frase, a corredo di un video rilanciato su Facebook, Eutanasia Legale, costola dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, racconta la storia del 39enne Fabiano Antoniani, detto Dj Fabo, e si appella al presidente Mattarella affinché intervenga per sbloccare l'iter relativo alla proposta di legge sull'eutanasia attualmente ferma da molti mesi in parlamento. Nel video rilanciato da Eutanasia Legale, la fidanzata di Fabiano descrive la vita che Fabo vive da ormai due anni, da quando un grave incidente stradale l'ha reso cieco e tetraplegico "bloccato a letto immerso in una notte senza fine". "Sono sempre stato un ragazzo molto vivace. Un po’ ribelle, nella vita ho fatto di tutto, ma la mia passione più grande è sempre stata la musica, suonare per gli altri mi faceva felice", spiega Fabo per voce di Valeria. Nella sua prima vita Fabo ha fatto il deejay, riscuotendo anche un certo successo soprattutto in India e nel subcontinente. Una vita vissuta a pieno, trascorsa con Valeria, la compagna che non l'ha mai abbandonato, finita improvvisamente a causa di un terribile incidente stradale.

"Il 13 giugno 2014 sono diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina. Non ho perso subito la speranza però. In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più", racconta Fabo, che da due anni ormai non può quasi più fare nulla da solo e deve essere assistito in ogni attività di vita quotidiana. Per questo motivo, dopo varie vicissitudini, Fabo ha espresso il desiderio di porre fine alla sua vita "senza soffrire", ovvero di ricorrere all'eutanasia, pratica che in Italia è però vietata. Per questo motivo si è rivolto all'Associazione Luca Coscioni in cerca di aiuto e sempre per lo stesso motivo ha rivolto un accorato appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Signor Presidente, sappiamo che non spetta a lei approvare le leggi. Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa. Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine. Grazie, Sergio".

Secondo l’associazione Luca Coscioni, Fabiano Antoniani "continua la lotta di Welby ma da una posizione diversa: Piergiorgio Welby era una persona malata di distrofia muscolare da molti anni, Fabo è un ragazzo che si è ritrovato cieco e tetraplegico, condizione rarissima al mondo, in seguito a un incidente". Non sarà una battaglia semplice, quella di Fabo e dell'Associazione Luca Coscioni. La legge sul fine vita, approdata in parlamento per la prima volta nella storia repubblicana lo scorso marzo, è attualmente bloccata dopo una breve discussione in commissione Affari sociali e non è dato sapere quando il normale iter legislativo potrà riprendere.

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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