"Lo Ius Culturae? Mi sembra una buona idea, sono completamente favorevole. Sono convinto che bisogna essere intelligenti con l'integrazione e l'inclusione". Lo ha detto a ‘Un Giorno da Pecora', su Rai Radio1, Lorenzo Fioramonti, titolare del Miur, parlando della ripresa della discussione delle proposte di legge sulla cittadinanza. Col governo gialloverde, discutere di una legge che dà la cittadinanza italiana a chi ha studiato in Italia sarebbe stato impossibile, secondo Fioramonti.

"Non sta a me decidere se è una priorità dell'attuale esecutivo. Ritengo che sia un tema importante e che sia una questione intelligente, mi auguro che trovi spazio. Io sono convinto – ha detto il ministro riferendosi al rischio di sollevare un argomento che aiuterebbe la Lega a recuperare consensi – che non debba essere questa la preoccupazione della politica. La politica deve fare quel che serve al paese, nella maniera giusta, e spiegarle". Ieri è stata la sottosegretaria dem al Mise, Alessia Morani, a sollevare quest'obiezione, dicendo che sarebbe un errore discutere subito di un provvedimento così divisivo.

Il ministro dell'Istruzione ha parlato poi dei rapporti all'interno dell'esecutivo giallorosso: "Finalmente un governo con forze politiche e figure con cui vado più d'accordo. Sono più in linea con me su una serie di temi e sull'impostazione ideale, ora però mi auguro che ci sia anche una convergenza nella pratica".

"È bello avere un governo progressista. Penso – ha aggiunto – che le categorie siano superate sotto molti aspetti, ma i valori no. Quindi quando parlo di governo progressista faccio riferimento a temi come l'ecologia, l'ambiente, una nuova visione industriale, ai diritti sociali e all'importanza dell'istruzione. Tutte cose di cui prima si parlava poco e oggi invece se ne parla tanto".

Rispondendo alle domande sul governo gialloverde, Fioramonti ha detto di non aver mai conosciuto Salvini: "Non l'ho mai incontrato. Ciò che posso dire è che c'erano delle difficoltà con il contesto che a lui faceva riferimento". Per quanto riguarda Matteo Renzi, "non ho mai conosciuto nemmeno lui", ha spiegato il ministro, "ma mi auguro sia una persona seria e accorta. Italia Viva è un nome che non avrei scelto, l'idea di nominare i partiti con una visione pubblicitaria non mi convince. Sono dell'idea che un partito debba avere dei nomi di sostanza". Sulla possibilità di entrare a far parte del nuovo partito di Renzi, Fioramonti ha detto di "non avere nessuna intenzione, neanche lontanamente. Mi auguro che non lo facciano nemmeno i colleghi" Cinque stelle.

Riguardo alle polemiche generate dalla sua circolare ai presidi, in occasione della manifestazione ‘Fridays For Future' il ministro ha detto: "Mio figlio era alla manifestazione il venerdì prima a Berlino. Lì non c'era bisogno della giustificazione perché la partecipazione è stata organizzata direttamente dalle scuole". Per le scuole italiane, "ho suggerito – ha proseguito il ministro – di giustificare gli studenti con la dizione ‘partecipazione a manifestazione' contro i cambiamenti climatici".

Fioramonti si è espresso anche sull'utilizzo del cellulare in classe: "È un problema per l'attenzione degli allievi: sta alla scuola singola decidere se può utilizzare le tecnologie e in modo intelligente. Se il cellulare è un elemento di disturbo, va evitato. Se l'insegnante ha predisposto un'attività di ricerca, il cellulare come il tablet può essere uno strumento utilissimo, la singola scuola deve saper decidere personalmente, mi piacerebbe una scuola in cui si utilizzi la tecnologia dalla mattina alla sera". 

Il ministro è intervenuto anche sulla questione dei crocifissi nelle aule: "Il crocifisso a scuola è una questione divisiva, che può attendere. Io credo in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi non esporre un simbolo in particolare, ed eviterei l'accozzaglia, diventa altrimenti un mercato. La foto di Mattarella nelle aule? No, neanche il presidente la vorrebbe".

"Nn sto pensando di cambiare l'esame di maturità, non è possibile che ogni ministro che arriva lo modifichi, lo lascerò così, salvo eventuali piccoli dettagli", ha detto poi Fioramonti.

Per evitare abusi nei concorsi universitari il ministro sta preparando un protocollo con l'Anac: "Abbiamo fatto in parlamento una proposta di legge sui concorsi universitari e spero andrà in porto entro la fine dell'anno. La prossima settimana firmerò un protocollo di intesa con l'Anac per far in modo che all'interno del Miur ci sia un ufficio preposto all'ascolto per le pratiche universitarie e per il monitoraggio dei concorsi. È un progetto – ha aggiunto – a cui tengo molto e per il quale sono stato sbeffeggiato. L'ex ministro Bussetti era contrario, ma ora il problema non esiste più".