Italia e altri 7 Paesi condannano sanzioni USA alla CPI dopo il Nobel, M5s e Pd: “Meloni non stia in silenzio”
C'è anche l'Italia tra gli otto Paesi che hanno deciso di esprimere pubblicamente il proprio sostegno alla Corte Penale Internazionale, colpita dalle sanzioni Usa a poche ore dall'assegnazione del premio Nobel per la pace a Navi Pillay, ex giudice della Corte.
"Noi, Stati membri dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (Cpi), ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all'indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi", si legge nella dichiarazione congiunta firmata dai ministri degli Esteri di Canada, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito. "In qualità di convinti sostenitori della Corte Penale Internazionale (Cpi), esprimiamo il nostro rammarico e la nostra ferma opposizione all'annuncio delle sanzioni che gli Stati Uniti intendono imporre alla Corte", prosegue il comunicato. Se venissero applicate, "tali sanzioni avrebbero un impatto significativo sull'attività della Corte, sul suo personale e sulle loro famiglie". Pertanto i ministri ribadiscono l'impegno "a difendere il sistema internazionale basato sulle regole e promuovere la responsabilità".
Perché gli Usa hanno sanzionato la Corte penale internazionale
Le sanzioni annunciate oggi dal segretario di Stato Marco Rubio arrivano dopo una serie di misure dirette a colpire i singoli procuratori e prendono di mira l'intera istituzione. Le restrizioni potrebbero riguardare l'utilizzo dei software e delle tecnologie americane, l'accesso ai servizi bancari, alle carte di credito e alle assicurazioni nei confronti di chi lavora all'interno della Corte.
Da tempo gli Stati Uniti contestano il mandato d'arresto emesso contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu per il genocidio Gaza. Trump ha attaccato la Corte più volte definendola un'"istituzione fuorilegge" e un "gruppo di persone malvagie".Dopo l'annuncio delle sanzioni, la Corte ha dichiarato che intende continuare ad adempiere al proprio mandato ma si è appellata al sostegno della comunità internazionale.
Una prima risposta è arrivata. "Prendiamo atto con soddisfazione del lavoro svolto dalla Corte per prepararsi all'adozione di tali misure, affinché possa continuare ad adempiere al proprio mandato ai sensi dello Statuto di Roma, e ribadiamo il nostro incondizionato sostegno affinché la Corte possa farlo", prosegue la dichiarazione che esprime sostegno al personale Cpi che lavora "ogni giorno per assicurare alla giustizia i responsabili dei più gravi crimini internazionali e per sostenere le loro vittime". "Rimaniamo uniti nel nostro sostegno alla Corte Penale Internazionale (Cpi) e determinati a portare avanti un dialogo costruttivo e inclusivo con gli Stati non Parte dello Statuto di Roma, in vista dell'Assemblea degli Stati Parte che si terrà nel dicembre 2026. Continueremo a lavorare insieme per sostenere l'importante operato della Corte", si legge ancora nel documento.
Le opposizioni: "Meloni esprima parole chiare, serve una condanna"
In Italia però, le opposizioni chiedono a Meloni di intervenire e condannare in modo netto l'operato di Trump. "Un attacco inaudito alla giustizia internazionale", ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo del Partito democratico in commissione Politiche dell’Unione europea della Camera. Nel giorno in cui il Nobel per la pace premia un’ex giudice della Corte, "Washington sceglie di punirla: è una scelta deplorevole, che qualifica la linea politica dell’attuale amministrazione Usa. L’Europa ha il dovere e gli strumenti per reagire".
Per il dem, "non basta una firma in fondo a una dichiarazione collettiva". Meloni "assuma una posizione politica netta ed esprima parole chiare di condanna. L’Italia, il Paese, in cui è stato sottoscritto lo Statuto di Roma, si schieri dalla parte giusta della storia: senza ambiguità, senza sconti".
"La decisione di Donald Trump è semplicemente vergognosa", ha dichiarato la senatrice del M5S e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. "Colpisce il silenzio del governo italiano: la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, sin qui afoni, dicano chiaramente da che parte stanno. La giustizia internazionale non può essere difesa a corrente alternata, basta ambiguità e complicità".
Schelin: "Inaccettabile, chiediamo l'attivazione del blocco Ue"
La segretaria Pd Elly Schlein ha chiesto "l'attivazione dello statuto di blocco". Si tratta di uno strumento giuridico che l'Ue può adottare per vietare alle imprese europee di adeguarsi alle sanzioni americane. "La Commissione europea può intervenire e ci appelliamo affinché lo faccia per neutralizzare gli effetti di queste sanzioni inaccettabili. Non siamo i soli a chiederlo, lo stanno chiedendo in tanti. Si è aggiunta da poco anche la voce del governo del Belgio. Ho letto parole di condanna anche da parte di altri governi. Bisogna che difendiamo la giustizia internazionale, perché chi attacca la giustizia internazionale sta attaccando il diritto internazionale, perché lo vuole sostituire con la legge del più ricco e del più forte e noi questo non lo possiamo accettare, perché ci riporterebbe alle pagine più buie della storia dell'umanità", ha concluso.