5 Gennaio 2023
16:11

Istat, i prezzi sono aumentati dell’11,6% rispetto a un anno fa, ma l’inflazione sta rallentando

Secondo gli ultimi dati Istat, a dicembre 2022 i prezzi erano più alti dell’11,6% rispetto al dicembre 2021: un aumento record dal 1985. Tuttavia, sembra che l’inflazione stia iniziando a calare, e nel 2023 potrebbe scendere decisamente. Per vedere effetti positivi sui prezzi, però, si dovrà aspettare.
A cura di Luca Pons

I più recenti dati Istat, riferiti a dicembre 2022, mostrano che l'indice nazionale dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% rispetto a novembre, ma soprattutto del'11,6% rispetto al dicembre 2021. Si tratta "dell'aumento più ampio dal 1985 (quando fu pari a +9,2%)", ha specificato l'istituto nazionale di statistica.

Nell'anno appena passato, in media i prezzi al consumo sono aumentati dell'8,1%. Nel 2021, in media, l'aumento era stato oltre quattro volte più basso: +1,9%. Senza tenere conto del costo dell'energia e degli alimentari freschi, che sono stati tra i beni più colpiti dall'inflazione, l'aumento è comunque stato del 3,8%. Nel 2021, lo stesso dato era allo 0,8%. Il dato più alto è proprio quello del prezzo dell'energia, e a sottolinearlo è stato l'Istat: l'aumento nel 2022, ha detto, è arrivato "principalmente a causa dell'andamento dei prezzi dei beni energetici (+50,9% in media nel 2022, a fronte del +14,1% del 2021)".

I dati pubblicati mostrano anche l'impatto che l'inflazione ha avuto nel 2022. Nel periodo luglio-settembre, in media il reddito delle famiglie italiane è aumentato dell'1,9%, mentre i consumi – cioè le spese – sono cresciuti del 4,1%. Il potere d'acquisto delle famiglie è stato frenato dall'aumento dei prezzi, in quel periodo, ma è comunque cresciuto dello 0,3% rispetto al periodo aprile-giugno.

L'inflazione rallenta leggermente, ma gli effetti positivi non saranno immediati

C'è da dire, però, che l'inflazione a dicembre ha rallentato il passo leggermente rispetto ai numeri di novembre 2022. L'aumento dei prezzi dell'energia è stato più basso (a novembre +67,6% rispetto a un anno prima, a dicembre +64,7%) e così i prezzi a dicembre sono aumentati un po' meno in fretta di quanto avevano fatto nel mese precedente. Lo stesso è successo in particolare per i beni alimentari non lavorati e per i trasporti. Istat parla di un "rallentamento" dell'inflazione in Italia, che arriva "dopo la frenata dell'inflazione rilevata nei giorni scorsi in Germania, Spagna e Francia".

Nel 2023 ci si aspetta un calo dell'inflazione, ma non per tutto il mondo allo stesso ritmo. Secondo un sondaggio dell'Istituto di ricerca economica tedesco Ifo e dall’Istituto svizzero di politica economica, gli esperti ritengono che nel 2023 le cose andranno meglio soprattutto per Europa occidentale, Nord America e Sud-est asiatico, dove l'inflazione potrebbe scendere a un numero tra il 5,2% e il 5,4%. Un dato comunque superiore al 2% che la Banca centrale europea e la Banca d'Italia ritengono ideale, ma molto più basso rispetto a quello del 2022.

Uno degli aspetti determinanti per capire l'impatto dell'inflazione sulla qualità della vita nel 2023 sarà il carrello della spesa. Il settore della grande distribuzione organizzata (Gdo), cioè di supermercati e grandi negozi, ha visto all'inizio del 2023 un forte aumento nei listini prezzi dei beni a largo consumo confezionato (Lcc), che includono alimentari e non solo. È probabile che questi rincari saranno trasferiti sui clienti, nei primi mesi del 2023.

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