Preoccupa il nuovo record di contagi in Italia, con 7.332 casi positivi in un solo giorno dopo 152.000 tamponi. E mentre il governo ha varato le misure per fronteggiare la seconda ondata si procede per il momento con mini lockdown localizzati. Ma non si escludono misure ancora più dure. Ieri il presidente del Consiglio Conte ha evocato il rischio di un lockdown a Natale, proposta che è stata avanzata da alcuni virologi.

"Non faccio previsioni per Natale. In questo momento prendiamo le misure più idonee per prevenire il lockdown". Cosi il premier Conte rispondendo alla domande dei cronisti. "Ma dipenderà molto da quella che sarà il comportamento di tutta la comunità. Questa è una partita che vinciamo tutti, altrimenti perdiamo tutti Non potete pensare che ci sia il governo che risolva da solo il problema. È stata la comunità nazionale che ci ha consentito di affrontare la fase più dura, una comunità benemerita che ha affrontato una prova difficilissima. Adesso questa nuova ondata la affronteremo con grande responsabilità. Smettiamola di far polemiche e di fare discorsi, e discussioni e dibattiti. Qui bisogna essere concreti".

"Non faccio il tecnico e non azzardo previsioni. Però spaventare la gente è sbagliato e io sono ottimista", ha commentato oggi al Corriere della Sera Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, riferendosi alla possibilità delle festività natalizie sotto lockdown. "Sono razionale e rigorosa – ha aggiunto – La scienza suggerisce che con comportamenti attenti da parte dei cittadini e massimo sforzo da parte delle istituzioni possiamo evitare la fase della crescita esponenziale di casi. Non possiamo pretendere sacrifici dagli italiani se poi per andare al lavoro si devono stringere come sardine nei mezzi pubblici e sopportano code interminabili ai drive-in per fare il tampone. L'impegno delle amministrazioni locali deve essere massimo se vogliamo essere credibili agli occhi dei cittadini".

L'idea di un lockdown a Natale era stata suggerita dal professor Andrea Crisanti, virologo dell'Università di Padova: "Credo che un lockdown a Natale sia nell'ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo", ha detto a Rainwes24 citando il caso della Gran Bretagna che ha deciso di fare lockdown durante le vacanze scolastiche. "Via via che i casi sono aumentati, la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus", ha spiegato ancora Crisanti. "Più che misure sui comportamenti occorre bloccare il virus: tra 15 giorni non vorrei trovarmi a discutere sui 10-12mila casi al giorno". E sui provvedimenti appena messi in atto dal governo ha detto: "Penso che abbiano lo scopo di diminuire i contatti non protetti tra le persone. L'impatto che queste misure avranno lo sapremo fra 2 settimane".

La pensa diversamente il professor Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, che invece punterebbe a metter in atto una strategia per bloccare i contagi prima di ricorrere a soluzioni drastiche: "Per cercare di avere un felice Natale dobbiamo cercare di superare questa fase invertendo la tendenza. Siamo a metà ottobre e il Natale è a poco più di due mesi. Rischiamo di romperci la testa ma non l'abbiamo ancora rotta. Lavoriamo a rendere le cose a nostro favore".

"Non è che possiamo sperare in una inversione di tendenza appena emesso un decreto o appena dato un'indicazione. Però già sarà importante che il prossimo week end non veda comportamenti che possano essere in grado di peggiorare il quadro, ma che già dal prossimo week end i comportamenti si ribaltino in una situazione di maggior favore di tutti quanti noi. Questo è il vero punto. Non darei per scontato che il Natale debba essere un Natale con seri problemi perché – ha detto Galli – bisogna avere un ‘ottimismo della volontà' e dare indicazioni alle persone perché questa cosa possa essere un obiettivo". Occorre valutare le cose giorno per giorno, ha aggiunto sottolineando che "il trend non si inverte in pochi giorni".

I rischi per l'economia

Ma secondo un'analisi condotta da Coldiretti/Ixè una prospettiva di un blocco nazionale a Natale avrebbe conseguenze pesantissime sull'economia. Si parla di 4,1 miliardi in meno per il turismo solo per le mancate spese degli oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in vacanza nel periodo delle feste. La pandemia ha fatto sentire i suoi effetti già in estate, con un buco da 23 miliardi nei conti turistici per il calo delle presenze italiane e l'assenza praticamente totale degli stranieri. A pagare il prezzo più salato, oltre al settore alimentare, sono le strutture impegnate nell'alloggio, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. "Si stima peraltro – ha detto la Coldiretti – che 1/3 della spesa turistica di italiani e stranieri in Italia sia destinata all'alimentazione. In gioco c'e' un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese e rappresenta il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell'occupazione nazionale secondo Unioncamere".