Il leader della Lega, Matteo Salvini, come ampiamente già annunciato nelle sue pagine social, si è recato al comune di Bibbiano, investito dagli scandali per la questione degli affidi illeciti.  "Entro la pausa estiva verrà approvata una commissione d'inchiesta sulle case famiglie in tutta Italia. Già c'è gente che specula. Vedremo poi se alcune cooperative erano specializzate in business sia sugli immigrati che sui bambini", ha affermato parlando alla comunità del comune emiliano. "Spero che vengano beccati uno per uno quei falsi assistenti sociali che sono dei delinquenti e hanno rubato dei bambini alle famiglie", ha detto Salvini.

"Quando ho letto le ultime notizie ieri sera l’ho deciso, perché lo sentivo troppo forte: devo andare. Vi posso dare la mia parola che, rispettando il lavoro di chi sta indagando, non avrò pace finché l’ultimo bambino in Italia sottratto alle famiglie torni a casa da mamma e papà. Non mi interessa fare ragionamenti di politica o di partito, anche perché temo che con la commissione di inchiesta, schifezze, falsità, truffe emergeranno in altre città italiane", ha continuato. Il vicepresidente del  leghista ha poi fatto un riferimento ai campi rom: "Ogni volta che vado in un campo rom mi chiedo perché non ci sia un tribunale di minori che vada a salvare quei bambini. Mi sono letto fascicoli di difficoltà economiche di genitori italiani che hanno perso il lavoro per problemi di qualche settimana a pagare le bollette, e lì i servizi sociali sono implacabili, mentre è normale che ci siano realtà in cui si educano i bambini di un anno al furto".

Salvini ha assicurato: "Su questi 10mila bimbi andremo fino in fondo. Chi è stato salvato da violenza vera deve avere diritto a un futuro normale, ma chi è stato sottratto da mamma e papà con l'inganno deve tornare a casa. Punto."Poi ha concluso: "Spero che Bibbiano torni a essere un comune che uno cerca per i valori per il lavoro, per la comunità. Non meritate di essere conosciuti come la comunità degli orchi o dei ladri di bambini. Però se qualcuno ha sbagliato sulla pelle di un bambino deve pagare doppio".

Rispondendo poi alle domande della stampa, ha affermato: "Che ci sia chi fa business sulla pelle dei bambini è semplicemente una vergogna. Andremo in fondo alla cosa, non solo in Emilia Romagna ma in tutta Italia". Salvini sottolinea il pieno rispetto dei servizi sociali e le case famiglia che fanno bene il loro lavoro, ma "è evidente che qui ci fosse un business da migliaia e migliaia di euro".

Per quanto riguarda le divisioni delle varie forze politiche sul caso, ha affermato: "Spero che la politica si unisca, che almeno su questo non ci siano divisioni". Più nello specifico, riguardo alle indagini invece ha dichiarato: "Non so se ci fosse un sistema, fra cooperative, assistenti sociali e comunali. Non lo so. Quello che so è che mi arrivano segnalazioni di abusi anche da altre città italiane, da Nord a Sud. E quindi il problema non è il colore politico. Va rivisto il diritto della famiglia, e vanno rimessi al centro i bambini". Salvini riporta quindi che più di un genitore gli ha confidato che quanto stava accedendo era cosa nota, ma nessuno aveva il coraggio di denunciare. "Ringrazio i carabinieri che hanno fatto in modo che l'Italia sapesse. Invito chi fosse a conoscenza di altri abusi a segnalarlo al ministero dell'Interno".

Riguardo al clima sui social, Salvini sottolinea che il "futuro dei bimbi debba venire prima di tutto" e che non ha interesse a "buttarla in politica", nonostante in questi giorni avesse accostato la sinistra alla vicenda in numerosi post pubblicati su Twitter o su Facebook. "Altri abusi verranno fuori anche in città guidate da altre amministrazioni, non sono qui per dire è colpa di Tizio o è colpa di Caio", ha affermato invece ora il ministro. "Tante mamme mi dicono che denunciavano, che andavano in comune, dal sindaco, dall'assessore. Poi però quando leggi che le persone che ti dovevano teoricamente aiutare erano dall'altra parte, è chiaro che la preoccupazione che ci fosse un sistema c'è. Ma ripeto, la procura sta lavorando bene e io non voglio togliere lavoro ad altri", ha continuato Salvini.

"Ho visto lucrare sugli immigrati, sugli anziani nelle case di riposo, ma qui si sta parlando di bambini di quattro, cinque o sei anni che hanno il futuro davanti. Ma io sono qui per dimostrare che lo Stato c'è". E non gli interessa il fatto che Luigi Di Maio abbia definito il Partito democratico come "il partito di Bibbiano": "Non mi interessa associare una schifezza come questa a questo o quel partito. Non mi interessa il colore politico perché qui ci sono da salvare dei bambini. Mi auguro che tutti i partiti prendano le distanze, cosa che hanno fatto, per cui non vengo qui per attaccare Renzi o Zingaretti sui bimbi di Bibbiano evidentemente".