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In Europa un bambino su quattro è a rischio povertà, l’allarme di Unicef

Circa 20 milioni di bambini nell’Unione europea sono a rischio povertà o esclusione sociale: a denunciarlo è l’Unicef con un nuovo rapporto, che segnala l’aumento del rischio povertà tra i minori negli ultimi anni.
A cura di Luca Pons
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Un bambino su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale: 20 milioni, su un totale di 80 nell'Unione europea. È il dato che emerge dal rapporto dell'Unicef intitolato La condizione dei bambini nell'Unione europea nel 2024. Il dato sul rischio povertà in realtà arriva fino al 2022. Il numero di bambini – intesi come minorenni – in condizioni critiche è aumentato a partire dal 2020 dopo diversi anni di calo, ma non è solo colpa della pandemia. Un'altra minaccia rilavata dall'agenzia Onu per i bambini è quella dell'inquinamento dell'aria, che nel 2019 ha ucciso oltre 400 bambini.

Perché è aumentato il numero di bambini a rischio povertà

I bambini a rischio povertà o esclusione sociale sono quelli che vivono in famiglie in cui c'è una o più di queste condizioni: forti deprivazioni materiali, basso reddito o disoccupazione. Nel 2015, in questa condizione c'erano ben 22,2 milioni di minorenni, poi negli anni di ripresa dalla crisi economica il numero è calato di oltre tre milioni, fino ai 19,1 registrati nel 2019. Poi però c'è stato un aumento.

Nel 2020 il numero ha ricominciato a salire (19,4 milioni), fino ad arrivare ai 20 milioni del 2022. Come sottolineato dall'Unicef, tuttavia, non si può spiegare tutto con la pandemia da Covid-19. Infatti, almeno una parte delle rilevazioni riguarda sempre l'anno precedente. I dati sul reddito, ad esempio, sono sempre relativi all'anno precedente. Insomma, già dal 2019 il calo della povertà si era sostanzialmente fermato, e ora la situazione è peggiorata.

C'è stato il Covid, poi la guerra in Ucraina e la crisi dei prezzi dell'energia, che ha portato a livelli altissimi d'inflazione fino all'anno scorso e quindi all'aumento dei prezzi. L'economia ha attraversato un periodo di difficoltà, e questo ha colpito non il "potere d'acquisto delle famiglie", soprattutto "quelle a basso reddito che spendono gran parte dei loro soldi per i beni essenziali", ma anche "la capacità dei governi di mantenere i servizi di sostegno e investire negli aiuti alle famiglie vulnerabili", come ha commentato l'Unicef. Anche perché l'azione politica è fondamentale: per quanto riguarda l'aumento dei prezzi, oltre un milione di bambini in più avrebbero potuto trovarsi a rischio povertà se non ci fossero state iniziative politiche di sostegno alle famiglie.

Oltre 430 bambini morti per l'aria inquinata nel 2019

C'è poi l'aspetto che riguarda l'inquinamento dell'aria. Unicef ha segnalato che nel 2019 nell'Unione europea sono morti 437 bambini di meno di un anno a causa dell'inquinamento dell'aria. Alzando la soglia fino a vent'anni di età, il numero di vittime arriva a 492.

L'agenzia Onu ha evidenziato che nell'Ue nel tempo la qualità dell'aria è costantemente migliorata. In particolare, dal 1990 a oggi i livelli di inquinamento sono calati in modo sensibile. Tuttavia, "negli ultimi anni i progressi sono andati a rilento in alcuni Paesi". Per mantenere i progressi fatti e continuare a ridurre l'inquinamento, "servono un'azione e un'attenzione continua".

L‘Italia stando ai dati più aggiornati (quelli del 2019) è il nono Paese con l'aria più inquinata nell'Ue. Tutte le principali economie fanno meglio: Germania, Francia, Spagna. Hanno un risultato peggiore la Polonia (al primo posto), la Bulgaria, la Slovacchia, tra gli altri.

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