Il nuovo piano del governo per il Ponte sullo Stretto, quando iniziano i lavori: la tabella di marcia

Il governo ci riprova con il Ponte sullo Stretto di Messina. Da anni i lavori per il progetto sono avviati, sulla carta, ma la data di effettivo inizio dei lavori continua a slittare. Il motivo: gli atti, per cercare di tagliare i tempi, non rispettano le norme. È per questo che la Corte dei Conti ha detto di no ben due volte lo scorso anno, segnalando irregolarità, mancanze ed errori. Ora c'è una nuova tabella di marcia, anche se per il momento non è ufficiale. Si punta a chiudere tutte le pratiche entro il 31 luglio (con la delibera del Cipess entro il 31 maggio), per avviare i cantieri prima della fine dell'estate. Quando mancherà meno di un anno alle elezioni.
Le nuove scadenze sono messe nero su bianco nella relazione illustrativa che accompagna il nuovo decreto Infrastrutture, approvato il 5 febbraio dal Consiglio dei ministri. L'atto non è ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale, quindi per il momento si parla solamente di bozze. Tuttavia, l'indicazione è chiara.
Per prima cosa, il ministro delle Infrastrutture guidato da Salvini deve aggiornare il piano economico-finanziario dell'opera e ottenere il pareri delle autorità coinvolte: l'Art (Autorità di regolazione dei trasporti), il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il Nars ( Nucleo di consulenza per l'Attuazione delle linee guida per la Regolazione dei Servizi). Nel frattempo, deve arrivare a termine la procedura di analisi dell'impatto ambientale e sull'habitat. Per farlo serve un lavoro congiunto del ministero dell'Ambiente e di quello delle Infrastrutture. Non solo: il governo deve intervenire con una deliberazione per dichiarare che l'opera è di interesse pubblico, in modo da aggirare eventuali rilievi sull'impatto ambientale.
Questa prima tranche di documenti va inviata al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Tocca al comitato adottare una delibera basata su tutti questi elementi. La delibera del Cipess è uno degli atti più importanti e l'obiettivo è inviarlo alla Corte dei Conti entro il 31 maggio. L'anno scorso, i giudici contabili bocciarono la delibera scatenando l'ira del governo, perché non aveva rispettato le procedure previste per legge.
Solo una volta chiusa la parte di lavori tecnici che riguarda il Cipess, si procede a quella successiva. Ovvero una fase di contrattazione che porta alla firma di un nuovo atto aggiuntivo alla concessione con la società Stretto di Messina, alla luce del nuovo piano economico-finanziario. Il nuovo accordo viene recepito dal governo con un decreto, e anche questo passa al vaglio della Corte dei Conti. Si punta a inviarlo entro il 31 luglio. Anche questo atto era stato bocciato dalla Corte, a poche settimane da quello del Cipess.
Se – ed è un ‘se' di peso – tutti gli atti questa volta sono a norma, la Corte dei Conti entro trenta giorni potrà dare il via libera. Se ci fossero dei rilievi da sistemare, si slitterà di altri trenta giorni (almeno). Insomma, nella migliore delle ipotesi le pratiche potrebbero chiudersi tra agosto e settembre 2026.
Per questo l'ad della società Stretto di Messina Pietro Ciucci ha detto che conta di partire "entro l'estate" con "la fase realizzativa" del Ponte. Certo, non sono parole nuove. Gli annunci di Ciucci e del ministro Salvini negli ultimi anni hanno spostato continuamente i punti di arrivo: se i primi annunci del leader leghista fossero stati veritieri, i cantieri sarebbero aperti e attivi da almeno un anno. Resta da vedere se questa volta le cose andranno come previsto dal governo.