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Il no di Crosetto a Stoltenberg: “Sulle armi all’Ucraina sbaglia, la Nato non decide per noi”

“Non esiste un segretario Nato o una nazione che decide la linea per tutte le altre”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto commentando la proposta del segretario dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg di rimuovere il divieto imposto a Kiev sull’uso delle armi Nato per colpire la Russia.
A cura di Giulia Casula
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"Non esiste un segretario Nato o una nazione che decide la linea per tutte le altre. Ma vale anche per Macron, quando ha detto ‘Manderemo i nostri soldati in Ucraina'". È netto il no del ministro della Difesa Guido Crosetto alla proposta di Jens Stotenberg di rimuovere le restrizioni imposte a Kiev sull'uso delle armi Nato per colpire la Russia.

"La Nato si muove, e si muoverà nell'incontro che avremo a Washington a luglio, portando dei progetti, dei piani, delle idee. Le singole spinte valgono poco", ha dichiarato il ministro collegato in videoconferenza con i dirigenti di Fratelli d'Italia riuniti a Torino per un congresso elettorale. Ieri il segretario della Nato aveva suggerito agli alleati che forniscono armi all'Ucraina di eliminare il divieto che non consente di usarle contro obiettivi militari russi. “Penso che sia giunto il momento per gli alleati di considerare se dovrebbero eliminare alcune delle restrizioni imposte sull’uso delle armi che hanno donato all’Ucraina soprattutto ora che molti combattimenti sono in corso a Kharkiv, vicino al confine”, aveva dichiarato all'Economist scatenando le reazioni di diverse parti politiche.

Per il ministro della Difesa in questo momento "è sbagliato aumentare una tensione già drammatica. Occorre sì aiutare l'Ucraina a difendersi, perché se non la aiuti scoppia davvero la terza guerra mondiale. Se Putin conquista l'Ucraina si apre quasi automaticamente la terza guerra mondiale", ha proseguito. "L'aiuto all'Ucraina serve a non fare scoppiare la guerra. Ma questo aiuto deve essere fatto in modo da lasciare aperta la possibilità della costruzione di una tregua immediata e la partenza di un tavolo di pace".

Salvini su Stoltenberg: "O ritratta o si dimette"

L'ipotesi avanzata dal segretario della Nato non è piaciuta neanche al vicepremier Matteo Salvini. "Stoltenberg o ritratta o chiede scusa o si dimette", ha dichiarato in visita a Napoli per un appuntamento elettorale. "Perché per parlare di guerra  per parlare di usare le bombe o i missili o le armi italiane che abbiamo mandato all'Ucraina per difendersi sul suo territorio invece per combattere, colpire e uccidere fuori dal suo territorio, può farlo non in nome mio, non in nome della Lega, non in nome del popolo italiano". Per il segretario della Lega, "Noi non siamo in guerra contro nessuno. Io non voglio lasciare ai miei figli la terza guerra mondiale alle porte, quindi la Nato non può imporci di uccidere in Russia né nessuno può imporci di mandare dei soldati italiani a combattere o a morire in Ucraina. Un conto è difendere, un conto è uccidere. Assolutamente mai nella vita".

Crosetto: "La difesa italiana non sarebbe capace di reggere l'aggressione russa"

Intervistato dalla Stampa, alla domanda sulla capacità della difesa italiana di reggere davanti a un'eventuale aggressione russa, la risposta del ministro è schietta:"Ho l'onore e l'onere di dire la verità, la riposta è no. Il motivo è semplice: nessuno negli anni addietro ha mai pensato che la difesa servisse, che avessimo bisogno di difenderci, che ci fosse la necessità di prepararci in caso di attacco. Se siamo pronti è solo perché facciamo parte di una coalizione", aggiunge.

Sull'impegno ad aumentare le spese per la difesa e a raggiungere così l'obiettivo fissato dall'Alleanza Atlantica, per Crosetto il grande limite è rappresentato dai parametri europei. "Non è una decisione mia. Tutti i governi che si sono succeduti prima di noi – Letta Renzi, Conte e Draghi- si sono seduti al tavolo della Nato e hanno detto: noi ci impegnano a raggiungere il 2% del Pil. L'unica persona che ha detto che con le regole europee non ce la facciamo sono io", ha dichiarato. "O togliamo le spese dal Patto di stabilità, o noi al 2% non ci arriveremo mai. Perché alla Camera non passerà mai un taglio alle spese per la sanità. Se l'Europa accetterà questa sfida sarà più facile. Altrimenti avremo grandi difficoltà", ha concluso.

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