Riaprire le attività produttive? È stato questo il leitmotiv della settimana tra una polemica politica e l'altra. Il governo, come è noto, ha prorogato le chiusure fino al 13 aprile, ma sembrano non esserci dubbi sul fatto che anche il resto del mese verrà chiesto alla gran parte dei cittadini italiani di restare a casa. Lo stesso capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nei giorni scorsi ha dichiarato che la "fase due", quella di convivenza con il virus, non vedrà la luce prima di maggio. Nel frattempo la crisi economica ha iniziato a mordere e centinaia di migliaia di persone si stanno impoverendo. Per questo il governo sta valutando nuove misure straordinarie di sostegno al reddito e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà, intervistato da SkyTg24, sul tema delle riaperture è stato chiaro: "Prima di tutto bisogna pensare alla salute. Noi vogliamo come tutti tornare alla normalità ma dobbiamo affidarci alla scienza, alla medicina. Noi cerchiamo di venire incontro alle partite Iva, agli autonomi, prevediamo anche di aumentare il bonus di 600 euro".

Insomma, il bonus varato dal governo con il provvedimento della scorsa settimana potrebbe essere destinato ad aumentare. Nel frattempo, quindi, dovrà continuare a rimanere tutto ciò che non è indispensabile chiuso. Ma per quante settimane ancora? "Dobbiamo considerare l'importanza della situazione, siamo vicini al picco, noi vogliamo tornare alla normalità ma dobbiamo fidarci della scienza che ci darà le prossime indicazioni", ha ribadito D'Incà. Il governo italiano approverà un piano europeo  senza eurobond? "In questo momento il presidente Conte sta seguendo con la massima attenzione" la trattativa, "l'Italia sta facendo strada in Ue con idee innovative. Chiaramente abbiamo la necessità di confrontarci nelle prossime ore, sicuramente gli eurobond sono strumenti adatti e il governo italiano è in prima linea su questo", tenendo ben presente che la "parola fondamentale è solidarietà", ha concluso il ministro.