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Il governo vuole rinviare la tassa di 2 euro sui piccoli pacchi extra Ue: in arrivo il comunicato del Mef

È in arrivo un comunicato del Mef per annunciare il rinvio della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra Ue i fino al 30 giugno, in attesa dell’entrata in vigore della nuova tariffa Ue. Dal 1° luglio scatterà l’imposta di 3 euro su tutte le spedizioni in arrivo da Paesi non comunitari e di valore inferiore ai 150 euro.
A cura di Giulia Casula
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Il governo è pronto a rinviare la tassa da due euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue. È in arrivo un comunicato del ministero dell'Economia per sospendere il dazio sulle spedizioni fino al 30 giugno, in attesa dell'entrata in vigore della nuova tassa Ue. Dal 1° luglio infatti, scatterà la tassa di 3 euro su tutti i pacchi che arrivano da Paesi non comunitari e di valore inferiore ai 150 euro.

Secondo quanto riporta il Sole 24ore oggi, il rinvio verrà annunciato in un "comunicato legge", un testo su cui è a lavoro il Mef, che anticiperà la norma vera e propria, contenuta all'interno del decreto fiscale atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Nel provvedimento sarà prevista anche la cancellazione della clausola Ue per l'iperammortamento.

Come sappiamo, la tassa sui piccoli pacchi è una delle novità contenute nell'ultima legge di bilancio, orientata a contrastare l’espansione di rivenditori online cinesi come Temu e Shein.  Non è entrata in vigore subito, a partire da gennaio 2026, ma l'Agenzia delle Dogane ha previsto un regime transitorio per le importazioni effettuate dal 1 gennaio al 28 febbraio, in base al quale i contributi dovrebbero essere riepilogati e versati entro il 15 marzo 2026. Nei prossimi giorni dunque, dovrebbe partire l'applicazione.

Come vi avevamo anticipato però, l'intenzione dell'esecutivo è quella di far slittare la tassa almeno fino al 30 giugno. Nelle ultime interrogazioni parlamentari a riguardo, via XX Settembre aveva chiarito che lo stop non avrebbe richiesto coperture aggiuntive perché le previsioni di gettito sono a partire da luglio. È probabile che successivamente, con l'entrata in vigore dell'imposta europea di 3 euro, le due misure verranno allineate, per evitare una tassazione extra a carico di imprese e consumatori.

Le due tariffe, quella nazionale e quella Ue, se non uniformate, rischiano di portare fino a cinque euro l'importo della tassazione aggiuntiva sulle spedizioni di costo contenuto provenienti da Paesi extra europei, come ad esempio Cina, Stati Uniti, Regno Unito. Una maxi imposta del genere scoraggerebbe gli acquisti dei consumatori, tagliando fuori tutti quei fornitori che offrono prodotti competitivi.

Non è ancora chiaro quale sarà la strategia del governo ma il tempo a disposizione è poco. Già nei mesi scorsi prima il Partito democratico e poi Forza Italia avevano fatto pressione per ottenere la sospensione della tassa. Come detto, la tariffa nazionale scatterà dal 15 marzo e per il rinvio ufficiale non basterà il comunicato del Mef. Imprese, fornitori e clienti dovranno comunque attendere il decreto fiscale prima dello stop.

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