Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera sul decreto legge ad hoc per il prestito ponte Alitalia. Si tratta di un un finanziamento a titolo gratuito per Alitalia di 400 milioni di euro per sei mesi. Il decreto legge si chiama "Misure urgenti per assicurare la continuità del servizio svolto da Alitalia", e aggiunge un nuovo finanziamento che si aggiunge ai 900 milioni di euro già concessi in precedenza.

Ieri sera il governo si era dimostrato compatto sulla decisione: nel vertice di maggioranza in previsione della discussione sul Meccanismo europeo di stabilità, avvenuta oggi in Parlamento, non si era parlato solo del fondo salva-Stati, ma anche del prestito ponte per la compagnia di bandiera, dopo che lo scorso 21 novembre il salvataggio di Alitalia era stato nuovamente congelato alla scadenza del termine per presentare un'offerta di acquisto della compagnia. Non era stata avanzata nessuna proposta ai commissari di Alitalia a causa della retromarcia di Atlantia, il gruppo della famiglia Benetton, che aveva fatto sapere di non essere più disposta a far parte della cordata con Lufthansa e Delta Airlines.

Le risorse per salvare Alitalia

Lasciando il vertice, il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, aveva commentato: "Siamo tutti d'accordo che vada fatta una norma che permetta alla struttura commissariale di utilizzare il prestito ponte. Non c'è una decisione politica da prendere". Stando alla bozza sul decreto ad hoc ripresa dall'Ansa, il governo si impegnerebbe in un prestito di "400 milioni per consentire di pervenire al trasferimento dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia". Le risorse sarebbero già state stanziate nel decreto Fiscale. Nel testo si indicherebbe anche il nuovo termine per l'iter di cessione della compagnia, fissato al 31 maggio 2020. Ai commissari di Alitalia si darebbe inoltre la possibilità di agire nella procedura di amministrazione straordinaria con un "piano avente ad oggetto le iniziative e gli interventi di riorganizzazione ed efficientamento" funzionali alla cessione degli asset.

"Al fine di consentire l’espletamento, entro il 31 maggio 2020, delle procedure per il trasferimento dei complessi aziendali facenti capo al gruppo Alitalia in amministrazione straordinaria, con il decreto si conferma, nell’anno 2019, il finanziamento a titolo oneroso di 400 milioni di euro già previsto dal decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124 (cd. decreto fiscale). Il prestito è destinato a finanziare le indifferibili esigenze gestionali di Alitalia e l’esecuzione, da parte dell’organo commissariale, del piano delle iniziative e degli interventi funzionali all’efficientamento della struttura nonché alla tempestiva definizione del trasferimento dei complessi aziendali, affinché sia assicurata la discontinuità, anche economica, della gestione da parte del soggetto cessionario", spiega palazzo Chigi in una nota al termine del Cdm.

Avvertimenti e reazioni della politica

Il decreto legge aveva ricevuto una specie di avvertimento dall'Unione europea: "Gli Stati membri devono notificare alla Commissione le misure che comportano aiuto pubblico e astenersi da metterli in pratica fino a quando la Commissione ha raggiunto una decisione definitiva sull'esistenza e la compatibilità dell'aiuto", aveva affermato la portavoce della Commissione Ue, commentando il caso Alitalia e l'ipotesi di un ulteriore prestito del governo da 400 milioni di euro. "Il governo  italiano ha negoziato con la Commissione questa sua decisione", ha quindi rassicurato la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli.

Sulla questione del prestito ponte alla compagnia di bandiera è subito intervenuto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Sono orgoglioso che il mio è stato l'unico governo degli ultimi tempi a non aver messo soldi su Alitalia".