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Il generale Vannacci dice che non esclude una sua candidatura in politica

In una lunga intervista il generale Vannacci, destituito dopo le polemiche sul suo libro, ha detto di non escludere una sua candidatura in politica: “Vedremo in futuro, mai dire mai”
A cura di Tommaso Coluzzi
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Un futuro in politica? Mai dire mai. Il generale Roberto Vannacci, ancora al centro delle polemiche per il suo libro, ha concesso una lunga intervista alla trasmissione Zona Bianca su Rete 4. Nessun passo indietro sui contenuti del suo scritto e sulle sue idee, nonostante sia stato messo sotto inchiesta interna. Il generale ci ha tenuto subito a spiegare che accetterebbe un figlio gay: "Cercherei di fare il suo bene a prescindere, non siamo mica a Sparta che li buttiamo giù dalla rupe", ha commentato. Vannacci ha anche detto di non aspettarsi "tutto questo clamore" per un libro scritto "in tono provocatorio".

"Sono un soldato – ha detto – ci ho vissuto in mezzo alle caserme quindi il mio stile, la mia penna non è quella di un poeta". Nonostante ciò non arriverà "nessun passo indietro", perché "non riconosco le accuse che mi sono state mosse, non riconosco di avere violato alcun regolamento, alcuna legge, né tantomeno la Costituzione e non riconosco di essere stato offensivo o lesivo della dignità di alcuno". Solo uno "stile crudo".

Quanto ai contenuti del suo libro, Vannacci si è difeso: "Io non ho fatto un libro politico, non ho fatto un libro che avesse lo sfondo ideologico di un nuovo partito politico". Quanto a una sua futura discesa in campo, però, il generale non ha chiuso assolutamente la porta, anzi. "Non mi chiudo mai alcuna alternativa e le lascio tutte aperte. Quindi non dirò mai di no, ma dico che per ora faccio il soldato e continuo a fare il soldato – ha detto – In base a quello che sarà il futuro, le alternative, quello che avrò intenzione o piacere di fare, poi deciderò. Never say never".

Nel suo libro, però, nega di aver fatto propaganda politica: "Non parlo di elezioni, non parlo di partiti, non faccio assolutamente promozione di alcun partito. Espongo delle idee, espongo delle opinioni – ha sottolineato –la propaganda politica è una propaganda specifica, mirata, specializzata, che vede aumentare il consenso di uno specifico partito facilmente individuato in vista di alcune competizioni politiche. Ma esprimere un parere sulla sanità non può essere considerata una propaganda politica dal mio punto di vista".

Poi Vannacci ha spiegato il suo concetto di normalità, basato su un dato statistico: "È legata in maniera indissolubile alla consuetudine, a quello che fa la stragrande maggioranza. Nel libro io specifico che la normalità non è né più buona né più cattiva, non è né migliore né peggiore ma è connessa solo a dati numerici".

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