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Il G20 condanna l’uso della forza in Ucraina, ma non nomina mai esplicitamente la Russia

Tutti gli Stati devono astenersi dal minacciare l’uso della forza per cercare l’acquisizione territoriale contro la sovranità di qualsiasi Stato”: è quanto si legge nella dichiarazione finale del G20 in India, che però non nomina mai esplicitamente la Russia.
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A cura di Annalisa Girardi
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Già alla vigilia dell'apertura dei lavori, era chiaro che quello del G20 di Nuova Delhi non sarebbe stato un vertice facile, soprattutto dal punto di vista geopolitico. Se i Paesi in via di sviluppo insistevano perché il focus fosse tutto sul rafforzamento delle relazioni economiche globali, quelli occidentali premevano per ribadire comunque il sostegno all'Ucraina nella guerra di aggressione scatenata dalla Russia. Non è quindi stato semplice trovare una quadra nella dichiarazione finale. E si è finito per riconoscere "le sofferenze umane e gli impatti negativi della guerra in Ucraina", chiedendo "la cessazione della distruzione militare", senza però condannare esplicitamente la Russia.

"Il G20 non è una piattaforma geopolitica, ma il più importante forum globale per la cooperazione economica", ha commentato il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, parlando della dichiarazione finale. Un testo che però a molti appare debilitato, proprio perché non viene condannata chiaramente e fermamente l'invasione di Mosca.

Nel testo, per la precisione, si legge: "Tutti gli Stati devono astenersi dal minacciare l'uso della forza per cercare l'acquisizione territoriale contro l'integrità territoriale e sovranità o indipendenza politica di qualsiasi Stato. L'uso o la minaccia di uso del nucleare le armi sono inammissibili". E viene poi sottolineato come "le crisi a cascata minacciano la crescita globale".

I Paesi Brics, però, sarebbero rimasti fermi nella convinzione di mettere l'accento sulle questioni economiche e trovare al tempo stesso un formula piuttosto vaga per parlare della guerra in Ucraina, che avrebbe lasciato l'amaro in bocca a quelli occidentali. "Tutti i Paesi del G20 sono d'accordo sulla dichiarazione finale", ha però rassicurato il premier indiano Narendra Modi, aprendo il secondo giorno del vertice.

Da Kiev non nascondono l'amarezza: da Kiev ci si aspettava infatti pieno sostegno, soprattutto dopo che l'ultimo vertice del G20, tenutosi in Indonesia lo scorso novembre, affermava chiaramente che la guerra fosse dovuta alla "aggressione della Federazione russa contro l'Ucraina". In prima linea per l'adozione di un'altra formula ci sarebbe stata la Cina, ma anche la stessa Indonesia, come il Brasile e il Sudafrica, l'avrebbero sostenuta.

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