25 Febbraio 2021
15:54

Il dissidente Emanuele Dessì lascia il M5s per entrare nel gruppo ‘L’alternativa c’è’

Il dissidente Emanuele Dessì ha lasciato il M5s per entrare a far parte della nuova componente del Misto al Senato, ‘L’alternativa c’è’: “Lasciare compagni di viaggio a cui voglio un mondo di bene non è facile, 15 anni di storia comune non si cancellano facilmente. Forse un giorno ci ritroveremo in qualche battaglia insieme, lo spero, oggi però devo andare via”.
A cura di Annalisa Cangemi

Il Movimento Cinque Stelle continua a perdere pezzi, dopo che una parte consistente dei parlamentari pentastellati ha detto no alla fiducia al governo Draghi, nonostante la base sulla piattaforma Rousseau si fosse espressa a favore. L'ultimo in ordine di tempo a lasciare le fila del Movimento è il senatore Emanuele Dessì, che ha annunciato il suo strappo su Facebook: "Ho sperato fino a ieri che qualcosa potesse cambiare, inutilmente – ha scritto sul suo profilo -. Non sono mai stato d'accordo nel dare la fiducia a questo governo ma ho voluto, con l'assenza il giorno del voto, dare un ulteriore possibilità di ripensamento, soprattutto a me stesso".

"Lasciare compagni di viaggio a cui voglio un mondo di bene non è facile, 15 anni di storia comune non si cancellano facilmente. Forse un giorno ci ritroveremo in qualche battaglia insieme, lo spero, oggi però devo andare via. Questa non è più casa mia. Esco dal Movimento 5 stelle con un enorme tristezza nel cuore ma anche con tanta rabbia. Nei prossimi giorni ci sarà modo per parlare e per vederci con chiunque abbia voglia di confrontarsi e di continuare a lottare. Un abbraccio a tutti", ha concluso.

Dessì era uno dei ‘ribelli' che a Palazzo Madama hanno deciso di non votare affatto, pur non essendo né in congedo né in missione. A Palazzo Madama si erano comportati come lui altri 5 senatori, assenti ingiustificati: Giuseppe Auddino, Elena Botto, Antonella Campagna, Vincenzo Garruti e Simona Nocerino. A differenza dei 15 che al Senato si erano esposti apertamente votando contro – e cioè Mattia Crucioli, Elio Lannutti, Nicola Morra, Rosa Abate, Luisa Angrisani, Margherita Corrado, Fabio Di Micco, Silvana Giannuzzi, Bianca Granato, Virginia La Mura, Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Cataldo Mininno, Fabrizio Ortis, Vilma Moronese – questi 6 non erano ancora stati espulsi.

Alla Camera intanto si è costituita intanto la nuova componente ‘L'alternativa c'è' che raccoglie appunto i cosiddetti dissidenti. Del gruppo fanno parte per ora 13 deputati  (ieri si è aggiunto l'ex M5s Paolo Romano). Anche al Senato gli espulsi dal Movimento presenteranno istanza per la creazione della componente del gruppo Misto, sempre sotto il simbolo di "L'alternativa c'è". Italia dei Valori ha dato l'ok per l'utilizzo del suo simbolo: a Palazzo Madama infatti è necessario che una nuova componente faccia riferimento a una forza politica che si sia già presentata alle ultime elezioni. "Ieri abbiamo presentato una istanza per la creazione di un nuova componente dal nome ‘L'alternativa c'è', che si prefigge di fare una opposizione radicale, non di maniera come quella annunciata a Fratelli d'Italia", ha confermato Mattia Crucioli.

Il senatore Dessì ha aderito alla nuova componente: "Credo – ha detto l'ormai ex grillino all'Adnkronos – nella necessità di costruire un progetto diverso da quello che c'è adesso. Mi auguro che il governo Draghi faccia bene ma non per me, per il Paese. Noi abbiamo il diritto di porci con spirito costruttivo ma attento: siamo pronti a svolgere un ruolo di sentinella nel Paese. Ci sono istanze che un governo di tutti non può portare avanti, così come non può portarle avanti l'unica opposizione che c'è oggi, ovvero Fratelli d'Italia".

Matteo Crucioli, l'ispiratore del nuovo progetto politico che ora può contare su 7 senatori, ha fatto sapere che non ci sarà Alessandro Di Battista, che ha dato per primo l'addio al Movimento, dopo il sì della base al nuovo governo: "Alessandro ha i suoi temi, di respiro nazionale e internazionale, che vuole portare avanti. Noi, comunque, non siamo interessati a proporre un modello con struttura leaderistica".

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