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Ha ragione Meloni, la violenza politica fa schifo. Peccato se lo ricordi solo quando ne è vittima

Giorgia Meloni parla contro la violenza politica nel giorno di Acca Larentia, ma si dimentica di tutta la violenza politica dell’estrema destra contro stranieri, omosessuali e militanti di sinistra. La vera pacificazione nazionale parte dal riconoscimento e dalla condanna di quella violenza.
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Ha ragione Giorgia Meloni: quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui. Quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perdere. La violenza politica non è mai giustificabile.

L’ha detto, la premier, nel comunicato cui ha affidato il suo ricordo di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, tre militanti di estrema destra, i primi due uccisi il 7 gennaio del 1978 presso la sede del Movimento Sociale Italiano di Via Acca Larentia a Roma, il terzo negli scontri immediatamente successivi.

Nel giorno, peraltro, in cui quattro militanti di Gioventù Nazionale hanno denunciato di essere stati picchiati con delle spranghe mentre attaccavano manifesti in ricordo di quella strage.

E sì, ha ragione Giorgia Meloni: queste violenze, quelle presenti e quelle passate, non sono in alcun modo giustificabili. E ha fatto bene a ricordarlo.

Però, forse, a questo punto, avrebbe dovuto farlo anche quando gli aggressori sono di destra, e le vittime sono militanti di sinistra, o semplicemente delle persone omosessuali, o straniere.

E dire che di occasioni ce ne sono state parecchie.

Ad esempio, il 10 settembre scorso, quando dei militanti di Forza Nuova sono stati arrestati per la violenta aggressione a un uomo straniero scelto a caso.

O l’8 gennaio del 2025, quando due ragazzi a braccetto sono stati presi a calci e pugni da un gruppo di omofobi, a Roma.

O quando il 30 luglio del 2024 un militante di Casa Pound ha sfregiato uno studente universitario a Torino.

O quando il 22 novembre del 2022 dei militanti di Casaggì, parte di Azione Studentesca e quindi di Fratelli d’Italia, hanno preso a calci degli studenti di sinistra.

O quando il 10 gennaio del 2020, a Lecce, un gruppo di militanti di Casa Pound ha staccato un orecchio a un uomo, provando poi a ucciderlo, a causa della sua omosessualità.

O ancora, quando solo pochi mesi fa sono stati arrestati nove militanti di Forza Nuova che stavano organizzando ronde punitive anti-maranza, con i giovani stranieri come bersaglio.

Sorvoliamo, per carità di patria, sull’assalto alla Cgil da parte di Forza Nuova nel 2021, sulle fucilate ai migranti e alla sede del Pd del militante di estrema destra Luca Traini del febbraio del 2018. Tutte violenze nel nome della croce celtica, quella che secondo Federico Molliconel'ha detto oggi, già che c'era – è un simbolo religioso e non fascista.

Ecco: se Meloni non ha espresso solidarietà in ognuno di questi casi ha comunque l’attenuante che i casi sono troppi, e qualcuno può esserle sfuggito.

In ogni caso, il punto è un altro: quando si parla di violenza politica molto spesso l’estrema destra è l’aggressore, non l’aggredito. Quell'estrema destra che, ogni anno, proprio ad Acca Larentia, mostra i suoi legami con la destra di governo, con Fratelli d'Italia.

E se si vuole davvero parlare di pacificazione, forse sarebbe opportuno che la destra italiana – estrema e non – si pacificasse con stranieri, omosessuali e militanti di sinistra, prima di ergersi a vittima dell’odio politico altrui.

Troppo facile parlare di pacificazione solo quando si è vittime.

A maggior ragione se lo fai da Presidente del Consiglio.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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