"L'Italia e l'Europa non possono essere ostaggio delle minacce di un dittatore, punto. Non è normale finanziare e coccolare un dittatore". Lo dichiara il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un comizio a Perugia, rispondendo a una domanda sul ricatto di Erdogan all'Unione europea sui profughi siriani. E a proposito della posizione del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che si è espresso a favore di sanzioni alla Turchia, aggiunge: "La differenza tra chi sta al governo e chi non sta al governo per scelta è che uno deve fare e l'altro può suggerire. Io posso suggerire, Di Maio e Conte non devono dire, devono fare, non ipotizzare. Sono pagati per questo". 

L'ex ministro dell'Interno propone uno stop definitivo a ogni ipotesi di ingresso della Turchia nell'Unione europea: "Chiedo che venga annullato definitivamente ogni finanziamento e ogni ipotesi d'ingresso, presente e futuro, della Turchia in Europa. Sta portando avanti un'azione criminale nel silenzio generale", ribadisce Salvini.

Il segretario della Lega ricorda infatti che attualmente "è sospeso" l'ingresso della Turchia in Europa. Sostiene poi che negli ultimi anni i finanziamenti al Paese "sono arrivati a 15 miliardi. Basta soldi" aggiunge.

Per quanto riguarda la questione immigrazione torna ad attaccare l'esecutivo giallo-rosso: "Di Maio dice che chiude i porti alle ong? Io l'ho fatto…È la differenza tra chi dice e chi fa. Intanto – afferma ancora Salvini – i numeri dicono che gli sbarchi sono in netto aumento. Speriamo che facciano qualcosa".

Arriva poi la conferma ufficiale dell'alleanza del centrodestra per l'Umbria: Salvini, insieme a Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi si vedranno tutti a Perugia il 17 ottobre per sostenere la candidatura di Donatella Tesei. "Lo abbiamo fatto – spiega Salvini – in tutte le altre regioni dove abbiamo vinto, dall'Abruzzo alla Sardegna, dal Molise alla Basilicata".

"Le priorità sono rimettere a posto la sanità, liste d'attesa, concorsi pubblici trasparenti, medici e infermieri migliori, infrastrutture (che non ci sono), sicurezza, contributi alle imprese e migliore gestione delle case popolari e del patrimonio regionale". Per il leader della Lega "un progetto di cambiamento dell'Umbria merita dieci anni di lavoro. E noi siamo pronti".