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24 Dicembre 2018
17:31

Gregorio De Falco (M5S): “Sulla manovra il Parlamento scavalcato, è incostituzionale”

De Falco spiega perché in Senato si è astenuto dal voto di fiducia sul maxiemendamento alla manovra: “È successo che il testo è stato modificato più volte. La senatrice De Petris, di Leu, ha chiesto una dilazione per consentire un minimo di approfondimento. Ma non è stata concessa. E allora mi sono detto: quanto so di questo provvedimento? Come faccio a votare a ragione veduta un testo di cui conosco poco? Mi sembrava poco serio votare”.
A cura di Annalisa Cangemi
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"Il Movimento ha sempre sostenuto con grande determinazione la centralità del Parlamento. E invece il Parlamento è stato scavalcato". Lo ha detto in un'intervista al Corriere della sera il senatore M5s Gregorio De Falco. L'ex comandante della Marina militare, già deferito ai probiviri per la ‘dissidenza' sul decreto Sicurezza, la scorsa notte in Senato si è astenuto dal voto di fiducia sul maxiemendamento alla manovra. E ha spiegato il perché della sua scelta: "È successo che il testo è stato modificato più volte. La senatrice De Petris, di Leu, ha chiesto una dilazione per consentire un minimo di approfondimento. Ma non è stata concessa. E allora mi sono detto: quanto so di questo provvedimento? Come faccio a votare a ragione veduta un testo di cui conosco poco? Mi sembrava poco serio votare".

"L'articolo 72 della Costituzione – ha detto – menziona alcune materie che non possono essere trattate in via urgente: i trattati internazionali e la legge di Bilancio. I padri costituenti avevano già previsto tutto". Sul merito, h asottolineato, "ho potuto vedere poco, come gli altri, anche perché non credo abbiano poteri sovrannaturali. Ma per quel poco che ho visto, accanto ad alcune cose che mi fa piacere che ci siano, ce ne sono altre che non capisco. Anche i più mansueti non possono che essere perplessi", ad esempio sulla "proroga di 15 anni alle concessioni demaniali". De Falco ha denunciato anche la mancata indicizzazione delle pensioni a partire da 1.521 euro lordi e le previsioni di futuri aumenti dell'Iva spiegando che di tutto questo non si è parlato tra senatori M5s "né come gruppo né in Parlamento".

"E' chiaro che così non si può andare avanti. La riforma delle autonomie – ha aggiunto – Non va bene", "perché dobbiamo sempre ricordare che l'Italia è una. Se prevalgono gli egoismi sulla solidarietà, siamo di fronte a spinte centrifughe, non coerenti con il dettato costituzionale. Si vogliono i propri insegnanti regionali e persino i propri rappresentati diplomatici alla Ue. Sono segnali pericolosissimi di disgregazione. Il Movimento si deve opporre con fermezza".

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