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15 Settembre 2021
16:49

Green Pass, il governo incassa la fiducia al Senato: via libera definitivo al decreto

Con 189 sì, il Senato si è espresso a favore della fiducia posta dal governo per la conversione in legge del decreto Green Pass. Il testo è stato approvato nella versione già varata dalla Camera la scorsa settimana. Non sono stati discussi, infatti, i 103 emendamenti presentati dalle opposizioni.
A cura di Giuseppe Pastore
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Il Senato ha votato a favore della fiducia posta dal governo per la conversione in legge del dl Green Pass. Sono stati 189 i voti favorevoli contro 32 contrari e 2 astenuti. Il testo è stato approvato senza modificazioni al testo originario del provvedimento che a fine luglio ha introdotto l'obbligo di certificazione verde per una serie di attività, nuovi criteri per il cambio di colore delle Regioni e prolungato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre. Il decreto doveva essere convertito in legge entro il 21 settembre e già da questa mattina erano escluse sorprese dell'ultima ora, come chiarito dall'annunciato voto favorevole della Lega. "Abbiamo votato a favore del dl Green Pass sia nel Consiglio dei ministri che alla Camera – ha detto durante il dibattito il senatore Massimiliano Romeo E oggi, se sarà presentata, voteremo a favore della fiducia. Ma è giusto – ha aggiunto – dare spazio a sensibilità diverse nel Parlamento, perché è molto meglio discutere qui questi problemi piuttosto che farli discutere nelle piazze". Sul decreto legge Green Pass è stata sollevata dal senatore Lello Ciampolillo una questione pregiudiziale (respinta dal Senato), per non procedere alla discussione: "L'aula si trova ad adottare – ha detto l'ex pentastellato – un provvedimento che rischia di avere gravi carenze sul piano scientifico".

Più di 100 emendamenti sul Green Pass non saranno discussi

Sul decreto legge Green Pass approvato dalla Camera giovedì scorso sono stati presentati 103 emendamenti che hanno costretto la commissione Affari costituzionali a richiedere un rinvio ad oggi della discussione, già calendarizzata in Senato per ieri pomeriggio. Il tempo però non è stato comunque sufficiente a "terminare i lavori per l'esame del provvedimento a causa della quantità emendamenti presenti", ha detto in Aula il presidente della Commissione Dario Parrini. Il decreto, dunque, sarà convertito in legge senza alcuna modifica al testo originario. Ad ogni modo, Forza Italia è stato l'unico partito di maggioranza ad aver presentato emendamenti, mentre nessuno è arrivato dalla Lega. Il partito di Matteo Salvini conta sui sei ordini del giorno approvati dal governo dopo aver votato con l'opposizione a favore di alcuni correttivi voluti da Fratelli d'Italia, ma non approvati dalla Camera. Sull'importanza del Green Pass per il contenimento del virus è intervenuto il sottosegretario di Stato per la Salute Pierpaolo Sileri: "Rimango della convinzione – ha riferito prima della sospensione dei lavori – che è stato proprio il nostro Green Pass, nella maniera con la quale è stato disegnato, con la vaccinazione da una parte e con la diagnostica dall'altra, a consentire di avere oggi 4.000 o 5.000 casi e di contenerli".

Il Green Pass verso l'estensione ai lavoratori pubblici e privati

Intanto, prosegue la strada intrapresa dal governo Draghi di un'estensione progressiva del Green Pass. Dovrebbe arrivare domani in Consiglio dei ministri un nuovo ampliamento della certificazione verde per i dipendenti del settore pubblico. Come fatto sino ad ora, si andrà per gradi: i lavoratori del settore privato, infatti, al momento dovrebbero restare esclusi dal nuovo provvedimento del governo. Eppure, perplessità sono già arrivate da Matteo Salvini: "Se c’è qualcuno a contatto con il pubblico avrebbe senso – ha detto il leader della Lega sull'estensione – Se c’è qualcuno chiuso nel suo ufficio che senso ha?”. Ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi è stato chiaro: "Le cose vanno fatte perché si devono fare non per avere un risultato immediato". Il governo è comunque pronto ad accelerare, garantisce la ministra Mariastella Gelmini: "Il Consiglio dei ministri di domani – ha detto, intervenendo a Radio Rai – sarà sicuramente un momento importante". La titolare degli Affari regionali ha chiarito che si andrà "verso l'obbligo del certificato verde per i lavoratori del pubblico impiego e per quelli del settore privato".

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