Non sarà la data delle riaperture, ma l’inizio di un processo – lungo e graduale – che porterà alla ripartenza di tante attività nelle prossime settimane: il giorno da segnare sul calendario è venerdì 16 aprile, quando il presidente del Consiglio, Mario Draghi, presiederà la cabina di regia con tutte le forze di maggioranza. L’argomento, come detto, sarà quello delle riaperture. Partendo da un ritorno della zona gialla e arrivando fino alla riapertura di tante attività ora chiuse. La ripartenza sarà progressiva, su questo non ci sono dubbi. Come ci sono, invece, sulla data. Non prima di maggio, dicono in tanti. Ma nelle ultime ore c’è chi ipotizza che si potrebbe concedere qualcosa già prima. Si potrebbe arrivare a una sorta di compromesso, con il ritorno delle zone gialle – teoricamente sospese per decreto fino al 30 aprile – già dalla prossima settimana, nelle Regioni in cui i dati lo permettano. Poi si potrebbero programmare le altre riaperture a partire dal 2 maggio.

Il ritorno delle zone gialle

Una delle questioni che più divide la maggioranza, con il classico scontro tra aperturisti e rigoristi, è quella delle zone gialle. Parte della maggioranza, Lega e Forza Italia in testa, vuole il ritorno della zona gialla nelle Regioni in cui la situazione epidemiologica è più sotto controllo. Secondo Matteo Salvini, segretario del Carroccio, già 13 Regioni hanno dati da zona gialla. In realtà, però, al momento sembrano molti meno i territori a poter sperare in un ritorno in giallo. Tra i rigoristi del governo, che fanno capo al ministro della Salute, Roberto Speranza, il timore è rivolto soprattutto ai due weekend festivi: quelli del 24-25 aprile e del primo maggio. Motivo per cui si punta a rinviare il ritorno delle zone gialle o, quantomeno, ad applicare almeno la zona arancione durante i weekend.

Le riaperture: da bar e ristoranti alle palestre

Sulle riaperture le richieste sono diverse. Forza Italia, per esempio, presenterà le sue proposte concentrandosi soprattutto sulle attività di ristorazione, puntando a far riaprire subito quelle che hanno spazio all’aperto. Anche il Pd, con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, punta a una ripartenza per le attività culturali. Se riaprono gli stadi, allora possono riprendere anche i concerti, è il ragionamento di Franceschini. Il percorso verso la riapertura partirà da venerdì, ma bisogna capire a che ritmo. Le aperture saranno in sicurezza e graduali, tenendo conto anche di quello che succede nel resto d’Europa, almeno in riferimento alla questione viaggi e al Green pass europeo. In un primo momento, intanto, potrebbero riaprire bar e ristoranti, forse insieme ai luoghi della cultura, come teatri e cinema. Per bar e ristoranti si parla anche di apertura serale. Un tema che sposta la discussione anche sul coprifuoco, che potrebbe essere spostato avanti di qualche ora, magari fino a mezzanotte. Dovranno aspettare ancora palestre e piscine. Mentre l’orizzonte temporale fissato dalle Regioni per una ripartenza completa, anche di settori come il turismo e lo sport, è di due mesi, con una data simbolica: l’11 giugno a Roma, allo stadio Olimpico, si giocherà Italia-Turchia, partita dell’Europeo, con il 25% degli spettatori presenti.