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Governo Meloni dà la cittadinanza alla piccola Indi Gregory, i genitori potranno farla ricoverare a Roma

Avrà la cittadinanza italiana Indi Gregory, bambina inglese di otto mesi affetta da una grave malattia degenerativa. L’ospedale di Nottingham dove è ricoverata riteneva che non fosse nel suo interesse proseguire le cure, e il tribunale di Londra aveva vietato il suo trasferimento in Italia. L’ospedale Bambino Gesù di Roma ha offerto di seguirla con cure specialistiche.
A cura di Luca Pons
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Indi Gregory, bambina inglese di otto mesi che ha una rara malattia genetica degenerativa, sarà cittadina italiana. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri, che si è riunito oggi con pochissimo preavviso. Proprio oggi, infatti, alle ore 15 italiane a Nottingham avrebbero dovuto essere sospesi i trattamenti vitali della bambina. Gregory è affetta da sindrome da deperimento mitocondriale, una malattia genetica degenerativa che, in sostanza, impedisce ai muscoli di svilupparsi correttamente. È la stessa malattia che colpì Charlie Gard, morto a 11 mesi nel 2017. La cittadinanza permetterebbe il trasferimento della bambina in Italia, finora impedito dai tribunali.

L'ospedale Bambino Gesù di Roma ha offerto di seguire la bambina, che da quando è nata al Queen's Medical Center di Nottingham, nel Regno Unito, non ha mai lasciato l'unità di terapia intensiva pediatrica. Tuttavia, il parere dei medici britannici è che non sia nel miglior interesse della bambina proseguire le terapie. Dal giorno della sua nascita, a febbraio, ha già subito varie operazioni all'intestino e al cervello e tre arresti cardiaci. Anche il tribunale di Londra ha stabilito pochi giorni fa di non concedere il permesso per il trasferimento: l'Alta corte, che si era già espressa sul caso, ha confermato che affrontare il trasferimento in un nuovo ospedale non tutelerebbe nell'interesse della bambina. I genitori della piccola, Claire Staniforth di 35 anni e Dean Gregory di 37, avevano fatto ricorso dopo la prima decisione della corte, sostenuti dal Christian Legal Centre.

Con la cittadinanza italiana a Gregory, la questione dovrebbe passare in secondo piano e il trasferimento diventerà possibile, almeno sul piano legale. I genitori hanno accolto la cittadinanza e fatto un nuovo ricorso. Nei giorni scorsi avevano detto al Daily Mail: "Indi è una bambina forte e una vera combattente. L'ospedale vuole portarle via tutto questo e noi siamo inorriditi. Ha solo bisogno di tempo per riprendersi in modo che possiamo allestire un piano per prenderci cura di lei a casa". Alla Bbc avevano aggiunto: "Anche se il trasferimento in Italia comporta qualche rischio, l’unica alternativa che ci è stata offerta nel Regno Unito è quella di accettare la morte di Indi".

Come detto, i medici che hanno seguito Gregory ritengono incurabile la patologia. Infatti, il giudice londinese ha scritto: "Nulla suggerisce che la prognosi di Indi Gregory possa essere modificata in modo positivo dal trattamento dell’ospedale italiano". Dall'ospedale pediatrico cattolico di Roma, che è un'istituzione della Santa sede, l'offerta è di prestarle cure specialistiche, continuando a tenerla in vita. Il governo Meloni si è anche impegnato a pagare i trattamenti a cui la bambina sarà sottoposta.

"Il mio cuore si riempie di gioia perché gli italiani hanno dato a me e mia moglie Claire speranza e fiducia nell'umanità. Gli italiani hanno dimostrato attenzione alle cure in modo amorevole e sostegno", ha detto il padre Dean Gregory. "Sono orgoglioso che mia figlia sia italiana". La scelta del governo Meloni è stata definita "un gesto di grande umanità" da Simone Pillon, ex senatore. Pillon è anche l'avvocato che segue la famiglia Gregory.

"La vita e la morte non sono opzioni equivalenti, e men che meno possono esserlo per lo Stato", ha dichiarato la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella. "Dicono che non ci siano molte speranze per la piccola Indi, ma fino alla fine farò quello che posso per difendere la sua vita", ha scritto Meloni sui social. "E per difendere il diritto della sua mamma e del suo papà a fare tutto quello che possono per lei".

Il governo Meloni ha applicato la legge sulla cittadinanza, che risale al 1992. Questa permette all'esecutivo, con un decreto che dovrà essere firmato dal presidente della Repubblica, di concedere la cittadinanza italiana a persone straniere quando queste abbiano "reso eminenti servizi all'Italia", oppure quando "ricorra un eccezionale interesse dello Stato".

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