Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato al Forum Ansa, ha fatto il punto della situazione sullo stato attuale del governo: "Dopo gli incontri siamo a un punto molto buono – ha spiegato il numero uno di Palazzo Chigi – perché il primo incontro di lunedì sera con i due vicepresidenti del Consiglio è servito a guardarci negli occhi, la competizione elettorale li ha visti impegnati e da tempo non eravamo tutti e tre insieme". Conte ha detto di aver trovato un "clima di rinnovata fiducia, di sereno dialogo. Abbiamo parlato a lungo fino alle ore piccole – ha sottolineato il presidente del Consiglio – mentre l'incontro di oggi è stato importante perché abbiamo avuto una riunione economica per iniziare a impostare la manovra, affrontando gli argomenti concretamente, quindi sono ottimista". Durante l'incontro è stata proposta "la creazione di alcuni tavoli rispetto a 6/7 grandi dossier: spending review, tax expenditures, privatizzazioni, cuneo fiscale, export e poi il piano per il Sud". Infatti, ha sottolineato Conte, "l’Italia riparte se riparte il Sud".

Il clima nel governo, secondo il presidente Conte, è sempre stato sereno: "Non sono stato creduto quando ho dichiarato che a dispetto di tutta quella dialettica dei giornali noi, in particolare modo con i vicepresidenti Matteo Salvini e Luigi Di Maio, quando ci sediamo intorno a un tavolo lavoriamo bene". Infatti, ha continuato il numero uno di Palazzo Chigi, "non ricordo litigi, al massimo contrasti di opinioni". E "quando ci siamo rivisti ho capito che non è cambiato nulla durante la campagna elettorale – ha spiegato Conte – Il clima di lavoro era e rimane efficace, produttivo e proficuo".

Per quanto riguarda lo spettro di una procedura d'infrazione contro l'Italia da parte dell'Unione europea, Giuseppe Conte ha sottolineato che il governo è "sempre disponibile al confronto con Bruxelles". Soprattutto perché, ha spiegato il presidente del Consiglio, "dal monitoraggio che stiamo effettuando emerge che riusciremo a ridurre il debito in una maniera che neppure noi ci aspettavamo, perché abbiamo entrate più cospicue di quelle che avevamo stimato". Allo stesso tempo però "dobbiamo chiarire la nostra filosofia di governo – ha sottolineato Conte – ho preparato una bozza di lettera che rivolgerò alle istituzioni europee e che diventerà pubblica, sarà un occasione per ribadire che da un lato vogliamo rispettare il patto di crescita e stabilità, dall’altro non vogliamo rinunciare a dare un contributo critico".

Secondo il presidente del Consiglio è arrivato "il momento di affrontare – con l'Europa – il contenuto di queste regole, che vanno aggiornate, tenendo conto di fattori mai considerati". Mentre per quanto riguarda le nomine per le prossime istituzioni europee, "l’Italia rivendica una posizione di primo piano, un portfolio economico – ha annunciato Giuseppe Conte – ma non chiedo per l’Italia il commissario degli affari economici, visto il rischio di una procedura d'infrazione".

"Un rimpasto non è all’ordine del giorno – ha spiegato il presidente del Consiglio – non ne vedo l’esigenza perché sono contento e non tollero che nessuno tocchi e critichi i miei ministri, poi se qualcuno si farà da parte per ricoprire altri ruoli allora vedremo". Sulla flat tax invece il numero uno di Palazzo Chigi ha sottolineato: "Non ci sono riforme del Movimento 5 Stelle e della Lega, ci sono riforme che fanno o non fanno il bene del paese".