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15 Dicembre 2019
12:07

Giorgetti (come Salvini) pensa a Mario Draghi come premier di un governo d’emergenza: “Why not?”

In un’intervista a ‘La Stampa’ il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti ha ribadito un’idea già espressa da Matteo Salvini: se si facesse un governo d’emergenza, vedrebbe come presidente del Consiglio “qualcuno attualmente disoccupato che gode di prestigio, ha fatto bene in Europa e così via. Why not?”. L’allusione è a Mario Draghi.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito la proposta che Salvini ha fatto a Conte, e cioè quella di creare un comitato di salvezza nazionale: "È evidente al mondo intero che il governo in carica è diviso su tutto e di conseguenza incapace di decidere alcunché. Non sa se durerà tre giorni, tre mesi o tre anni. L'unica certezza è l'incertezza. Quindi bisogna stabilire cosa sia davvero l'interesse del Paese: impedire a Salvini di andare a governare o risolvere alcune questioni urgenti e poi votare? La più antica democrazia del mondo, il Regno Unito, era in una fase di stallo politico e per uscirne ha fatto decidere il popolo", ha affermato l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio in un'intervista a ‘La Stampa'.

"Mi sembra che l'atteggiamento prevalente fra chi oggi governa sia un altro, cioè tiriamo a campare non facendo un c… nella speranza di logorare Salvini. Il problema è che questo stallo non logora Salvini, ma l'Italia e i suoi responsabili", ha detto ancora il leghista Giorgetti, che però nega la possibilità che sia Conte a guidare un ipotetico governo d'emergenza: "Un Conte Tre? Mamma mia… Credo che un governo del genere dovrebbe riflettere il sentimento che c'e' nel Paese, quindi nei gruppi presenti in Parlamento. Tutti, da LeU a FdI. Per fare quelle quattro o cinque cose urgentissime, compresa la nuova legge elettorale".

"Noi – ha detto a proposito della legge elettorale – auspichiamo da sempre un sistema maggioritario. Salvini oggi ha citato l'uninominale secco, all'inglese: la sera delle elezioni si sapeva già chi le aveva vinte e chi era il premier. La maggioranza ci ha prospettato invece due soluzioni: o il proporzionale puro o il sistema spagnolo, che e' un proporzionale un po' corretto in senso maggioritario. Per noi non è l'ideale né l'uno né l'altro, ma possiamo convergere sul sistema spagnolo che almeno un minimo di premio di maggioranza lo dà". 

Se però si facesse un governo d'emergenza, Giorgetti vedrebbe come premier "qualcuno attualmente disoccupato che gode di prestigio, ha fatto bene in Europa e così via. Why not?". Sembra la descrizione di Mario Draghi, l'ex governatore della Banca Centrale Europea, ma Giorgetti non ne fa il nome. Su Draghi alla guida di un esecutivo si era già espresso Salvini: "Mario Draghi presidente della Repubblica? Rispondo come quando me lo chiesero la prima volta: why not? Non avremmo controindicazioni, ma non decido io i destini altrui", ha detto il segretario della Lega lo scorso 3 dicembre.

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