Finito sotto accusa per aver fatto disegnare ai bambini di tre anni le sardine dell’omonimo movimento, l’asilo nido Vico Rosa di Genova si difende. E spiega che le maestre non hanno fatto disegnare le sardine per loro volontà, ma di aver accolto la richiesta dei genitori dei bimbi. E spiegano, inoltre, di aver chiesto ai genitori se fossero d’accordo con l’iniziativa, in vista della manifestazione delle sardine che si è tenuta il 28 novembre a Genova. Le maestre dell’asilo del centro storico di Genova sono state accusate di aver coinvolto dei bambini di soli tre anni in un’iniziativa politica.

Bambini disegno sardine, la vicenda in Consiglio comunale

La questione è stata portata in Consiglio comunale dagli esponenti del centrodestra Marta Brusoni e Lorella Fontana. La vicenda ha suscitato polemiche anche a livello nazionale, mentre i consiglieri comunali hanno chiesto provvedimenti verso chi gestisce la struttura scolastica. L’asilo è comunale ed è affidato alla cooperativa sociale Mignanego con un bando pubblico del 2015, con una concessione decennale. Sulla vicenda il Comune spiega di aver convocato “i responsabili della cooperative per affrontare e comprendere la dinamica dei fatti accaduti”.

La spiegazione dell’asilo sui disegni delle sardine

Contattati da Fanpage.it i responsabili della struttura spiegano cos’è successo e sottolineano che la richiesta è arrivata direttamente dai genitori dei bambini. “Dispiace sentire che l'iniziativa, proposta da alcuni genitori e da noi accolta, sia stata così fraintesa. Non si è trattato di un “laboratorio politico”, (ci riesce persino difficile pensare in cosa potrebbe consistere un “laboratorio politico” rivolto a bambini/e sotto i tre anni), ma solo del porre come soggetto dei disegni della giornata le sardine perché, come segnalato da alcuni genitori, i bambini hanno sentito parlare negli ultimi giorni spesso di sardine”, spiegano dall’asilo.

La richiesta è stata accolta anche perché “la manifestazione in corso in questi giorni in Italia esprime comunque sentimenti di accoglienza, non discriminazione e difesa delle differenze. Considerando che compito primo di ogni servizio educativo è quello di difendere questi diritti universali e  soprattutto trasmetterli ai bambini e alle bambine nella pratica educativa quotidiana, nutrendo la loro naturale inclinazione all'accoglienza, abbiamo ritenuto di accogliere la proposta, senza che ciò abbia assunto in alcun modo alcun tono di “laboratorio politico”, e certamente non alcuna interpretazione o riferimento politico”. Gli insegnanti hanno segnalato ai genitori l’iniziativa, chiedendo se fossero contrari o se avessero perplessità.

La madre “che si è rivolta alla stampa – raccontano ancora – non aveva mai comunicato alle educatrici nessun dissenso alla partecipazione del figlio al laboratorio. Anzi, nello stesso giorno del laboratorio (con un messaggio WA  delle 19.15) manifestava la propria gioia per il laboratorio svolto dal figlio pur dichiarando  nello stesso messaggio, il suo credo politico “Pro Salvini”.  Il messaggio scatenava una discussione tra le famiglie che si è protratta anche per il giorno successivo (causando, probabilmente, l’irritazione della madre)”.

I responsabili dell’asilo ricostruiscono ancora la vicenda, facendo riferimento ad altri messaggi Whatsapp e concludono: “Su tutto questo non abbiamo altro da aggiungere se non esprimere stupore e dolore per l’accaduto e, nel frattempo, valutare se tutelare la nostra immagine nelle sedi opportune. Vorremmo pubblicamente ringraziare tutte le famiglie che vivono, o hanno vissuto nel passato, la comunità di questo nido, per l’affetto e la solidarietà mostrata”.