Futuro Nazionale, chi è dentro e chi orbita attorno al nuovo partito di Roberto Vannacci

Lo strappo con la Lega di Matteo Salvini non è stato un gesto improvviso ma il punto di arrivo di una frattura politica maturata nel tempo. Con la presentazione ufficiale di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci prova ora a dare una struttura autonoma a quell'area che alle europee gli aveva garantito mezzo milione di voti e che, dentro il Carroccio, era diventata sempre più ingombrante. Da europarlamentare, il generale è ora già fuori dal gruppo dei Patrioti e starebbe già guardando all'area dell'Europa delle nazioni sovrane, proprio dove siedono formazioni come l'AfD tedesca. In Italia, però, il vero banco di prova è ora la costruzione del nuovo partito: capire chi lo seguirà davvero, chi resterà alla finestra e chi, più semplicemente, orbiterà attorno al progetto senza ancora esporsi davvero, almeno per ora.
L'uscita della Lega e l'adesione di Edoardo Ziello
Tra i primi passaggi formali, c'è quello di Edoardo Ziello. Il deputato pisano proprio oggi, con un lungo post su Facebook, ha infatti annunciato, le proprie dimissioni dalla Lega e l'adesione a Futuro Nazionale, motivando la scelta con una critica durissima alla linea del partito. Nel suo intervento, Ziello ha ricostruito lo scontro interno seguito alla presentazione dell'emendamento contro l'invio di armi all'Ucraina, giudicato dai vertici leghisti estraneo alla linea ufficiale. Da lì, secondo il deputato, si sarebbe consumata una frattura politica assolutamente insanabile, aggravata dal silenzio di Salvini e da quella che lui stesso ha definito "una strategia ambigua", più attenta al consenso che "alla coerenza". Ziello ha parlato di una Lega "senza direzione univoca", capace solo di alterare messaggi liberali e aperture sui diritti civili a improvvise svolte identitarie, ispirate proprio ai temi di Vannacci. Una contraddizione che lo avrebbe spinto a lasciare il partito e a scegliere Futuro Nazionale, l'unico, secondo il deputato, in grado di offrire una linea chiara e riconoscibile.
Sasso e l'area critica sugli aiuti a Kiev
Ma Ziello non sarebbe l'unico leghista ad aver rotto con la linea di governo sugli aiuti militari all'Ucraina. Rossano Sasso, infatti, altro voto storico del Carroccio, per ora non avrebbe sciolto le riserve. Pubblicamente ha ammesso che la scelta sarebbe complessa e che un distacco dalla Lega non sarebbe un passaggio semplice, soprattutto per chi ha contribuito a costruire il partito negli anni. Il voto contro il decreto su Kiev, però, resta la linea di rottura principale tra la Lega e l'area che guarda a Vannacci, e potrebbe produrre nuovi spostamenti nelle prossime settimane.
Il possibile ponte con l'ultradestra organizzata
Tra i parlamentari contrari agli aiuti a Kiev c'è anche Domenico Furgiuele, deputato calabrese della Lega. In questo contesto, una sua eventuale adesione a Futuro Nazionale avrebbe un peso politico specifico, perché contribuirebbe a saldare il progetto di Vannacci con le formazioni neofasciste già ben radicate sul territorio, sopratutto sui temi della cosiddetta "remigrazione" e del rimpatrio dei migranti. Il tentativo, poi fallito, di ospitare alla Camera una conferenza stampa con esponenti di CasaPound e Forza Nuova potrebbe essere letto proprio in questa direzione: Futuro Nazionale potrebbe infatti proporsi come una sorta di ombrello istituzionale per queste realtà, con l'obiettivo di offrire loro una rappresentanza politica più strutturata.
L'entrata di Pozzolo da Fratelli d'Italia
Ma il perimetro del nuovo partito non si fermerebbe solo alla Lega. Anche Emanuele Pozzolo, deputato espulso da Fratelli d'Italia dopo la vicenda dello sparo di Capodanno, ha ufficializzato il suo ingresso in Futuro Nazionale. "Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano", ha detto, rivendicando il cambio di passo come un superamento delle vecchie categorie politiche e sottolineando di trovare in Vanancci una figura "capace di incarnare una destra più netta su sicurezza, famiglia tradizionale, immigrazione e interesse nazionale". In Piemonte, intanto, il progetto inizia a strutturarsi con un primo nucleo di sostenitori che comprende al suo interno anche l'ex eurodeputato leghista Mario Borghezio e alcuni amministratori locali fuoriusciti da FdI e Lega.
I territori: Simoni e gli amministratori locali
Sul piano territoriale, l'adesione più solida resta quella di Massimo Simoni, consigliere regionale toscano, che avrebbe scelto di seguire Vannacci senza se e senza ma facendo così sparire la Lega dal Consiglio regionale della Toscana per tutta quanta la legislatura. Dalla stessa area potrebbe arrivare poi anche Elisa Montemagni, mentre in Veneto potrebbe esserci Stefano Valdegamberi, indicato come uno dei riferimenti dell'area più radicale del nord.
Attorno a Futuro Nazionale, però, si muoverebbe una galassia più ampia: tra i nomi in gioco ci sarebbe anche quello di Simone "Cicalone" Ruzzi, che avrebbe già aperto una collaborazione come consulente, rimandando però a più avanti qualsiasi decisione su una vera e propria candidatura.