L'Aula della Camera ha autorizzato la richiesta a procedere alla esecuzione di perquisizione domiciliare nei confronti del deputato della Lega Fabio Massimo Boniardi. I voti a favore sono stati 234, i voti contrari 223, 16 gli astenuti. L'esito del voto, riferiscono fonti parlamentari, ha fatto adirare i leghisti, che hanno puntato il dito contro gli alleati di Forza Italia: tra le fila azzurre, infatti, sarebbero stati 39 gli assenti. L'autorizzazione è passata per 11 voti.

La richiesta era stata avanzata dai magistrati di Genova, che indagano sui 49 milioni di rimborsi elettorali che il partito avrebbe ottenuto illegalmente, in un periodo tra il 2008 e il 2010, falsificando rendiconti e bilanci. Il processo si è concluso lo scorso 6 agosto con una sentenza della Cassazione, che oltre ad avere stabilito la prescrizione per i reati per Umberto Bossi e per il tesoriere Belsito, ha confermato la confisca dei 49 milioni.

I magistrati genovesi stanno indagando sul presunto riciclaggio di una parte di quei fondi, che da settembre il partito sta restituendo allo Stato a rate. Lo scorso 10 dicembre uomini della Guardia di Finanza si erano recati presso l'azienda di Boniardi, la Boniardi Grafiche srl, e il deputato leghista aveva invocato l'immunità parlamentare, spiegando che in quella sede aveva eletto il suo domicilio e di utilizzare l’ufficio per svolgere "attività politica". Per questo magistrati si sono rivolti al Parlamento per ottenere il via libera alle perquisizioni.

L'azienda, insieme alla Nembo srl, sarebbe servita per stampare volantini elettorali. Il sospetto è però che quei volantini non sarebbero mai stati realizzati. Non è ancora chiara quel ruolo abbia giocato Boniardi. Attualmente l’unico iscritto nel registro degli indagati è l'assessore lombardo Stefano Bruno Galli, accusato appunto di riciclaggio.

Da presidente dell'Associazione Maroni, secondo l'accusa, Galli potrebbe aver "compiuto operazioni su una parte delle somme di denaro provento dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, commessi da Umberto Bossi e Francesco Belsito". Circa 450mila euro sarebbero stati erogati dalla Lega Nord all'Associazione Maroni Presidente, nata nel 2013 per le regionali.

I magistrati, però, ipotizzano che non siano realmente andati in porto gli ordini di volantini e manifesti elettorali alle due aziende. E che invece Galli, in qualità di presidente, abbia fatto rientrare i soldi in altri conti correnti riconducibili al Carroccio sotto forma di erogazione liberale

Il M5s, con la vice presidente della Camera, Maria Edera Spadoni, rivendica la compattezza nel sì all'autorizzazione: "Filone dell'indagine sui 49 milioni dei fondi della Lega e tangenti. Alla Camera dei Deputati abbiamo votato questa mattina due richieste di autorizzazione importantissime: la prima riguarda l'autorizzazione di perquisire il domicilio del deputato Fabio Massimo Boniardi della Lega, la seconda riguarda l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche ed ambientali dell'ex parlamentare di Udc e Forza Italia ed ex componente del Csm Antonio Marotta", ha fatto sapere Maria Edera Spadoni su Facebook.

"La Lega ha sbarrato la strada alla Guardia di Finanza appellandosi all'articolo 68 della Costituzione secondo cui nessun parlamentare può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare senza autorizzazione della Camera a cui appartiene. Così la Lega – ha proseguito – ha impedito i controlli degli investigatori che cercano di far luce su quella che la Procura della Repubblica di Genova ritiene essere stata un'imponente operazione di riciclaggio. Gli inquirenti hanno però chiesto alla Camera l'autorizzazione per perquisire la sede e tutti gli uffici della srl Boniardi Grafiche, di cui è amministratore il deputato leghista Boniardi che, quando è scattato il blitz, ha dichiarato domicilio nell'azienda, chiudendo le porte alle Fiamme Gialle".

"La seconda domanda riguarda l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche ed ambientali nei confronti dell'ex deputato Antonio Marotta indagato per traffico di influenza illecita e ricettazione. Marotta, secondo la richiesta di rinvio a giudizio, insieme a Raffaele Pizza sono accusati di aver ricevuto da Luigi Esposito, imprenditore del Consorzio Servizi Integrati, una somma di circa 50mila euro per intervenire in favore della società per farle vincere un appalto Consip per la fornitura pubblica di servizi di pulizia", ha aggiunto Spadoni. "Il M5S ha votato compattamente a favore della richiesta di autorizzazione a procedere. Noi rappresentanti delle Istituzioni dobbiamo dare l'esempio e lasciare che la giustizia faccia il proprio corso. Nessuno é al di sopra della legge!".