La firma della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, è arrivata ieri sera sul decreto ministeriale. Ora è ufficiale: le prove per l'abilitazione alla professione di avvocato inizieranno il prossimo 20 maggio. Nonostante l'emergenza Covid sia ancora in atto e non è detto che tra un mese le condizioni siano radicalmente diverse, anzi. La struttura dell'esame è stata completamente rivista, cancellato lo scritto in presenza e adattata la prova al tempo della pandemia. Dopo il rinvio di novembre e l'ulteriore di aprile, con in mezzo l'insediamento del governo Draghi, la ministra della Giustizia ha sempre detto di voler dare prima possibile l'opportunità ai giovani praticanti di sostenere l'esame. Il momento è arrivato.

Com'è strutturato l'esame da avvocato del 2021

Per via delle misure restrittive anticovid la ministra Cartabia ha deciso da tempo di rivedere le modalità dell'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Nessuno scritto, ma un doppio orale. La prima prova si terrà da remoto: tre buste chiuse e numerate con tre quesiti di amministrativo, penale o civile; il candidato sceglierà davanti alla commissione, collegata a distanza, poi inizierà la prova vera e propria, con mezz'ora di tempo per esaminare il caso sottoposto e un'altra mezz'ora per discuterlo. Un'ora totale. Si passa alla seconda prova solo se si ottengono almeno 18 punti. La seconda prova si terrà in presenza, almeno un mese dopo la prima: discussioni brevi su questioni di diverse materie, per un colloquio che può durare tra i 45 minuti e l'ora. Sono idonei coloro che ottengono almeno 108 punti e non meno di 18 in cinque materie.

Cosa succede se qualcuno è positivo al Covid-19

Il rischio assembramenti e di creare un vero e proprio focolaio di Covid ha portato ai continui rinvii, così come per altre situazioni simili. La prova scritta era fissata proprio in questi giorni, ma è stata rimandata da tempo perché il Comitato tecnico scientifico ha ritenuto pericoloso il possibile assembramento. Così è stata riformulata la modalità d'esame, che prevede anche delle procedure adatte al periodo: in caso di positività al Covid, sintomi compatibili con il contagio, quarantena o isolamento, il candidato può chiedere di cambiare data con una domanda ufficiale. La prova si terrà entro dieci giorni dalla fine dell'impedimento, che potrà essere verificato in qualsiasi momento con la visita fiscale predisposta dal presidente della commissione.